Politica e Sanità

mar22018

Tirocinio medicina generale, Tar conferma vincolo: dopo il diploma no a trasferimento per due anni

Doccia fredda per 25 medici di medicina generale che hanno fatto il triennio in Alto Adige: il Tar provinciale ha dichiarato ammissibile la delibera che stabilisce i criteri di adempimento dei due anni di lavoro nella Provincia autonoma di Bolzano dopo avervi conseguito il diploma. I giorni di lavoro da garantire in loco vanno calcolati in maniera effettiva (''netti'') escludendo periodi di malattia e gravidanza e questa è già un'atipicità. Altra contestazione: la comunicazione è arrivata passati due anni dall' inizio del corso, con il rischio di mettere in forse anche situazioni personali che potevano essersi consolidate fuori Provincia. «Le sentenze non si commentano ma si impugnano - dice Fabio Salvio, coordinatore Fimmg giovani Bz - abbiamo dato incarico ai nostri legali di esaminare la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato a Roma». Salvio precisa che la delibera è stata impugnata per tali atipicità e non perché obblighi il medico a "servire" nella provincia dove si è formato.

Una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea (quella comunitaria, con sede a Lussemburgo) non esclude il vincolo di lavorare là dove è stata finanziata la specializzazione; e quella sentenza (causa c419/16) riguarda una dottoressa italiana sudtirolese, specializzata a Innsbruck e lì rimasta otto anni ma con borsa a carico della Provincia di Bolzano. Per ottenere la copertura da Bolzano la dottoressa altoatesina s'era però impegnata a lavorare per almeno 5 anni successivi alla specialità nel "nostro" Sud Tirolo, sottoscrivendo di dover rimborsare in caso contrario fino al 70% degli emolumenti percepiti. E quando ha ammesso di non aver lavorato che in Austria le sono stati richiesti 120 mila euro indietro. La dottoressa ha adito il Tribunale di Bolzano che ha investito la Corte Ue, e quest'ultima ha spiegato che il diritto comunitario non impedisce di chiedere ai medici, specializzati con i soldi della provincia, l'impegno a lavorare là dove si sono diplomati per almeno 5 anni nei 10 post- specializzazione. Per la Corte, il rischio di subire una sanzione non contrasta con la libera circolazione dei lavoratori o con la libertà di stabilimento ma si giustifica con l'obiettivo d'interesse generale di assicurare alla popolazione un'assistenza medica di qualità elevata, equilibrata e accessibile a tutti (e bilingue), preservando l'equilibrio finanziario della sicurezza sociale. Inoltre, trascorsi 10 anni dalla specializzazione l'obbligo non vale più, e si pone solo ove sia disponibile un impiego per il medico.

«Con la provincia di Bolzano abbiamo istituito un tavolo tecnico e qui intanto ho posto il problema per cui considerare il giorno effettivo come "metro" per misurare il biennio può portare il periodo di lavoro oltre i due anni richiesti», afferma il vicesegretario Fimmg Domenico Bossio. «Inoltre, è stato fatto firmare a giovani che avevano diritto ad entrare al tirocinio - unica chance di lavoro - un impegno quinquennale che mette insieme un periodo di formazione e uno, del tutto diverso, di lavoro da svolgere: il loro "sì" è tutto da verificare tanto più che la Provincia ha formalizzato dopo i dettagli della sua richiesta. In terzo luogo, usando il metro della Provincia potrebbero essere richiamabili qui tutti i diplomati, specialisti e medici di famiglia, malgrado stiano lavorando in altre parti d'Italia e del mondo, salvo non paghino la sanzione. Tale interpretazione della sentenza UE ci sembra forzata, e svantaggiosa per i colleghi operanti in Alto Adige, e può costituire un pericoloso precedente in altre regioni d'Italia. In tutto il mondo -conclude Bossio - chi studia a spese di uno stato e poi trova una borsa in un posto che a lui piace di più, va via; noi non discutiamo che si possano imporre dei limiti, ma il criterio con cui sono imposti. Se voglio fermarmi a Bolzano mi diano subito una chance di lavoro; invece qui la Provincia impone un vincolo ulteriore: in ospedale entra solo lo specializzando e noi Medici di Medicina Generale neoformati dobbiamo aspettare che si liberino carenze o posti in continuità assistenziale. E nell'attesa se troviamo un lavoro fuori dobbiamo rinunciarci? Dov'è scritto questo nel diritto comunitario?»
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