Politica e Sanità

dic52017

Test specializzandi, giovani medici divisi su andamento della prova

Giovani medici divisi sul test per gli aspiranti specializzandi dello scorso 28 novembre. Anaao Giovani parla di catastrofe. I Ministero dell'Istruzione avrebbe dovuto far sì che le sedi d'esame fossero accorpate per meglio controllare l'andamento del test, e aveva chiesto la collaborazione del Ministero dell'Interno per sorvegliare i luoghi di prova. In realtà in alcuni casi gli studenti candidati in una sede sono poi stati redistribuiti in più sedi (lo ha denunciato pure il Sindacato Medici Italiani). «La parcellizzazione delle sedi ha creato eterogeneità nei controlli, c'erano aule dove dal pc di un candidato si poteva guardare nello schermo del collega, ci sono persino fotografie scattate a testimoniare che non ovunque è stato ritirato il cellulare, e in alcuni casi, dove candidati hanno è chiesto di verbalizzare possibili irregolarità, i commissari si sono rifiutati di farlo, quindi c'è potenziale rischio di ricorsi», dice Pierino Di Silverio del Direttivo Anaao giovani. Che ricorda come il sindacato abbia chiesto invano al Ministero dell'Istruzione di chiedere aiuto alle Forze dell'Ordine per controllare la regolarità dell'andamento del test. «Non solo non ci hanno ascoltati ma le suddivisioni nelle classi staccate sono state fatte con criteri del Cineca tuttora a noi non noti. Ora chiediamo immediatamente un tavolo tecnico con le rappresentanze dei sindacati, di chi la sanità la fa veramente, per discutere del prossimo test. Abbiamo visto qualche miglioria nei quesiti rispetto al passato ma non basta, servono profondi cambiamenti, dallo svolgimento del concorso alla valutazione dei titoli al sistema di scorrimento delle graduatorie. Oggi un candidato che ha passato il test conosce il suo punteggio ma non sa a che punto della classifica si trova, gli scorrimenti avvengono a scaglioni di mille candidati su 6 mila posti, e questi scaglioni -bloccati- si "muovono" all'improvviso. Significa che se un candidato ha tentato a ottobre anche il test per la medicina generale e lo ha passato, magari solo a fine anno viene a sapere di aver preso posto in una scuola di specialità con il contratto, si ripresentano i problemi del passato con le defezioni al triennio di MG all'ultimo momento, e i corsi di specializzazione che in ospedale partono in ritardo».

Stefano Guicciardi presidente di Federspecializzandi non è della stessa opinione. «In attesa di conferme sul fatto che la graduatoria unica possa, come sembra, agevolare gli scorrimenti, va detto che la prova rispetto a un anno fa presenta passi avanti. Nei 140 quesiti c'erano meno domande di preclinica e più di clinica, si premia meno il nozionismo e più la vocazione, anche se qualcuno ha osservato sbilanciamenti verso questa o quella specialità». Per quanto riguarda i motivi di lamentela organizzativi, «fin qui ne abbiamo raccolto solo uno grave e riguarda la parcellizzazione delle sedi che si è avuta in alcune situazioni, malgrado la nostra ripetuta richiesta di fare il concorso, per ogni regione o raggruppamento di regioni, in una sola sede sorvegliata e grande. Ci sono stati i soliti problemi, con i candidati vicini in alcune aule, senza divisori: non si è lavorato insomma tutti nelle stesse condizioni. Però, parlare di catastrofe pare eccessivo». Anche per Associazione Italiana Giovani Medici fin qui il test «sembrerebbe aver registrato miglioramenti sia nella qualità dei quesiti proposti sia nell'organizzazione logistica e nei controlli delle aule di esame». Sigm, che ha chiesto al MiUr di porre attenzione alla fase delle graduatorie per "evitare ogni minima problematica di contenzioso (e) di ricorsi amministrativi" esprime poi soddisfazione per la nota ministeriale secondo cui i concorrenti che hanno partecipato al test senza aver prima conseguito l'abilitazione, pur presenti in graduatoria, non potranno essere assegnatari dei contratti nello scorrimento degli scaglioni.

Mauro Miserendino


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