Politica e Sanità

set92021

Test medicina, quiz sub iudice e ricorsi in vista. Tuzi (M5s): si cambi modalità di selezione

C'erano domande sbagliate all'ultimo test di ammissione a Medicina del 3 settembre scorso. Ad ammetterlo, la ministra dell'Università Maria Cristina Messa, che a Radio Capital evoca la necessità di annullare i quiz sbagliati o sotto verifica per poter fare le graduatorie.

Messa aggiunge di voler incontrare «le commissioni che preparano i test per riuscire a dare qualche cosa di un pochino meno debole per il prossimo anno». Nella prova appena svolta da 76 mila pretendenti ci sarebbero tre quiz fortemente indiziati di essere "in errore". Si tratta: del 21, domanda di chimica ma inserita tra quelle di logica (in tal modo cambia la ripartizione prefissata di quesiti tra discipline) che non solo non presenterebbe la risposta corretta ma porgerebbe male la domanda, relativa al calcolo della massa dell'atomo di idrogeno in kg; della domanda 23, formulata in maniera ambigua, con un errore già segnalato nei test di veterinaria ed in predicato di inficiare pure questi ultimi; infine del quesito di logica 2 -anzi, di insiemistica - che chiede di individuare in quanti modi si possano rappresentare tre insiemi di quattro elementi ciascuno contenenti differenti quantità di elementi non condivisi, e al quale nessuna delle risposte indicate potrebbe attagliarsi. E' probabile una pioggia di ricorsi degli esclusi, paventa Manuel Tuzi, deputato e medico, membro della Commissione Cultura della Camera, che ha presentato un'interrogazione urgente alla Ministra. «Mi auguro che la soluzione arrivi prima del 17 (data in cui il punteggio per ogni candidato sarà fissato e visibile sull'area riservata del portale Universitaly ndr). Si tratta di 3 domande "fallate", non una sola. Un fatto simile, su una sola domanda, si era verificato due volte al test di ingresso nelle scuole di specializzazione post-laurea. La giurisprudenza in Italia fin qui non è orientata a far ripetere la prova, opzione che avrebbe costi organizzativi ingenti e non tutti i candidati potrebbero praticare allo stesso modo di prima. Per i test di specializzazione del 2014 si optò di riconoscere un punto per la risposta giusta che il programma considerava sbagliata. Per il test del 2020 si annullò la domanda sbagliata e le valutazioni furono fatte su 99 domande. L'approccio secondo me dovrebbe essere analogo, di principio, ma qui si tratta di tre domande. In graduatoria, già lo spostamento di un punto è determinante ai fini dell'ingresso alla Facoltà, in un corso di studi o in un altro (Medicina od Odontoiatria), in un ateneo vicino a casa o in un altro più lontano o meno competitivo». Giudici ed avvocati con ogni probabilità decideranno e, se si dimostra solo una piccola falla nel quiz, un esito del contenzioso favorevole ai ricorrenti è molto probabile.
Nell'interrogazione, Tuzi chiede tra l'altro a Messa come si intenda "evitare in futuro il ripetersi di simili situazioni" e ricorda che è pronta da anni una riforma dell'accesso universitario sostenuta dal Movimento 5 Stelle per porre fine a quesiti e ricorsi legati ai test. «Nel 2019 abbiamo proposto un testo a fronte dell'esigenza condivisa di superare la prova d'ingresso costruendo fin dagli ultimi tre anni delle superiori un tronco comune scientifico. Un percorso che parte dalla scuola, dai 16 anni, e si perfeziona ad un anno dall'accesso all'università, che avverrebbe senza selezione». Le "matricole" frequenterebbero un primo anno in cui tutti si cimentano con la Facoltà medica raggiungendo un numero di crediti sufficiente per essere ammessi al test di selezione in programma alla fine del primo anno. «Chi ottenesse a quel test un punteggio superiore ad una certa soglia accederebbe al corso di Medicina, gli altri conserverebbero i crediti per iscriversi ad altre facoltà scientifico-sanitarie compatibili: Odontoiatria, Farmacia, Biotecnologie, Chimica o Biologia. Siccome le cinque facoltà citate ospitano 55 mila studenti -osserva Tuzi - questo meccanismo comporterebbe poco più di un candidato per ogni posto. Si tenga presente che l'iter di avvicinamento allo studio di medicina svolto al liceo contribuirebbe a selezionare gli aspiranti (medici, innanzi tutto) ed alla fine avremmo qualcosa di meno dei 77 mila pretendenti attuali e riusciremmo ad evitare l'attuale fenomeno delle scuole di formazione private per i test di medicina. Purtroppo le altre forze politiche fin qui non hanno manifestato voglia ed intenzione di accompagnare una riforma di questo tipo e ci ritroviamo ogni anno al punto di partenza».
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