Politica e Sanità

set32021

Test medicina, aumento dei posti sul filo di lana. Fnomceo: troppe 14mila matricole

Un posto a Medicina ogni cinque pretendenti. Al test di oggi 3 settembre, quelli in lingua italiana, si presentano 63.972 iscritti per circa 13 mila posti. Invece il test per iscriversi ai corsi in inglese è previsto il 9 settembre e gli iscritti sono 13.404. In tutto, gli aspiranti medici sono 77.376 e i posti in palio sono 14.332 per Medicina e Chirurgia, cresciuti sul filo di lana di 312 posti rispetto ai 14.020 originari, mentre restano 1.253 per odontoiatria. Il 14 settembre è infine prevista la selezione per l'ingresso ai corsi di laurea relativi alle professioni sanitarie del comparto: in tutto qui sono 30.180 posti in palio di cui 17 mila riservati agli infermieri.

Restando ai medici, come rende noto Angelo Mastrillo, segretario aggiunto della Conferenza nazionale dei Corsi di Laurea delle professioni sanitarie e docente dell'Università di Bologna in Organizzazione delle professioni sanitarie, rispetto al 2020 quando furono 78.085 i candidati, gli aspiranti medici sono diminuiti dello 0,9%. Da una parte resta una contrazione di "pretendenti" all'esercizio della Medicina, ma dall'altra si riduce il calo delle domande di ammissione che nel 2020 era stato dell'1,4%. Per contro, aumentano i posti a bando del 9,2%, da 14.278 a 15.585, con un rapporto di 5 domande per ogni posto. Entrare è un po' meno difficile che qualche anno fa: nel 2017 si erano registrate 7,4 domande per ogni posto, con 73.928 candidati su 10.008 posti. Mastrillo ricorda inoltre che sono già stati svolti gli esami nelle quattro Università private (Humanitas e San Raffaele di Milano e Campus Biomedico e Cattolica di Roma) dove i posti erano 1.321 per oltre 20 mila domande.
Alla vigilia del test i legali di Consulcesi in un comunicato hanno sottolineato come già nei giorni scorsi alla prova per veterinaria non ci siano stati buoni segnali "tra domande quasi impossibili e fuga dei partecipanti per obbligo green pass". Tra l'altro, ogni anno almeno tre candidati su cento si vedono annullare il test per errori o inesattezze nella consegna dei documenti o nell'esecuzione delle procedure. Cosa ricordare per non rischiare? Dal 6 agosto, come per tutti i concorsi pubblici (Dl 105 del 3 luglio 2021) per accedere alla prova servono sia il Green pass sia l'autodichiarazione Covid stampata e compilata, in cui si certifica di non essere in quarantena, di non avere sintomi della malattia, di non aver avuto contatti stretti con malati e di avere il pass. Indispensabile inoltre la mascherina FFP2. Durante la prova non si può mangiare, ma solo bere con bevande in dotazione o fornite dall'Università. Bisogna inoltre posare cellulare, calcolatrice e dispositivi di calcolo, non firmare né fare segni di riconoscimento sul modulo delle risposte; accertarsi della corrispondenza dei codici alfanumerici presenti sulle etichette. Ogni candidato deve scegliere una coppia di etichette adesive identiche al termine della prova e apporne una sulla scheda anagrafica e l'altra sul modulo risposte. I documenti ufficiali del test potrebbero poi avere fogli mancanti, il che può compromettere la prova, se non si segnala alla commissione in tempo. Ogni plico deve contenere: una scheda per i dati anagrafici da compilare; i quesiti relativi alla prova di ammissione recanti il codice identificativo del plico più due fogli per la brutta copia; un modulo risposte dotato dello stesso codice identificativo del plico; un foglio sul quale sono apposti il codice identificativo del plico nonché l'indicazione dell'ateneo e del corso di laurea cui si riferisce la prova.

Nei giorni scorsi sulla selezione è intervenuto il presidente Fnomceo Filippo Anelli sottolineando insieme alla soddisfazione per l'aumento dei posti a disposizione per i neo laureati nel post laurea - 17.400 nuove borse di Specializzazione ed oltre 2.000 borse per la Medicina generale- la preoccupazione per il boom di immatricolazioni rispetto al fabbisogno inferiore che la Federazione aveva indicato all'inizio. Siccome il boom di nuovi specializzandi è legato al Recovery Plan, «e quindi temporaneo, le risorse investite sulle borse caleranno da qui al 2026, quando le borse dovrebbero tornare al livello del 2017/18, cioè tra 6.000 e 7.000. Se così fosse, già a partire dai prossimi anni l'imbuto formativo ricomincerebbe a riempirsi di giovani medici (...) e più della metà delle 14.000 matricole di Medicina tra 6 anni non potranno specializzarsi».

Mauro Miserendino
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>