Politica e Sanità

set152021

Terza dose, in Italia si parte da trapiantati e immunodepressi. In Uk via libera per tutti gli over 50

Si partirà da trapiantati e immunodepressi con le somministrazioni delle terse dosi di vaccino anti-Covid. Le altre categorie target - come sanitari e soggetti fragili - saranno definite, «fermo restando la priorità del raggiungimento di un'elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati». Questo il contenuto della circolare con cui il ministero della Salute dà le indicazioni preliminari sulle modalità di somministrazione di «dosi addizionali» e «dosi booster», spiegando la differenza fra i due concetti e ribadendo che «al momento, in base alle indicazioni del Cts, si considera prioritaria la somministrazione della dose addizionale nei soggetti trapiantati e immunocompromessi».

Nel Regno Unito, invece, Boris Johnson e il suo governo ufficializzano il via libera al terzo richiamo vaccinale che dalla prossima settimana sarà «offerto» gradualmente a tutte le persone residenti nel Regno Unito dai 50 anni in su e a tutti «i vulnerabili», 30 milioni d'individui; nonché a una prima singola dose estesa da fine settembre all'intera platea dei ragazzi fra 12 e 15 anni tornati in aula nelle scuole. «Facendo seguito al parere del Comitato tecnico scientifico» per l'emergenza coronavirus, e «tenuto conto del parere» dell'Agenzia italiana del farmaco «Aifa, nell'ambito della campagna vaccinale anti Sars-CoV-2/Covid-19 sarà possibile considerare la somministrazione di dosi addizionali (come parte di un ciclo vaccinale primario) e di dosi booster (come richiamo dopo un ciclo vaccinale primario)», spiega il ministero della Salute nella circolare. Il testo, firmato dal direttore generale Prevenzione Giovanni Rezza, entra nel dettaglio anche dei tempi con cui verranno offerte le terze dosi che - si conferma - saranno vaccini a mRna: «La dose addizionale va somministrata dopo almeno 28 giorni dall'ultima dose», si legge. Mentre «la dose booster va somministrata dopo almeno 6 mesi dall'ultima dose». «Per dose addizionale - viene chiarito - si intende una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria». Al riguardo, specifica il testo, le attuali evidenze sui vaccini anti-Covid in persone sottoposte a trapianto di organo solido, o con una marcata compromissione della risposta immunitaria per cause legate alla patologia di base o a trattamenti farmacologici e che abbiano già completato il ciclo vaccinale primario, «mostrano un significativo beneficio, in termini di risposta immunitaria, a seguito della somministrazione di una dose aggiuntiva di vaccino».
Nel Regno Unito, invece, la terza dose verrà somministrata a tutti gli over 50 perché, come hanno dichiarato Johnson e il ministro della Sanità, Sajid Javid, i vaccini sono «la nostra migliore chance per convivere con il Covid senza ulteriori restrizioni sociali ed economiche severe». Di qui l'appello a vaccinarsi con urgenza ribadito ai 5-6 milioni di britannici sotto i 16 anni che ancora non lo hanno fatto, in un Paese che pure può contare su picchi d'immunizzazione pari a oltre l'81% della popolazione adulta totale con due dosi e al 90% circa almeno con una. Ma anche il monito sul fatto che di Covid si continua a morire e che «quasi il 99% dei decessi» registrati nella prima metà del 2021 ha riguardato persone «non doppiamente vaccinate».

Mentre le stime dei ricercatori attribuiscono alla campagna vaccinale nazionale - «uno dei maggiori successi mondiali» finora, stando al professor Van-Tam - «l'incredibile» risultato di aver già prevenuto oltre Manica «112.000 morti e 24 milioni di contagi». Se poi i vaccini in più non dovessero bastare a scongiurare l'ombra di una nuova impennata «insostenibile» di casi invernali, il governo Tory si riserva di ripristinare anche le restrizioni di un «piano B d'emergenza». Restrizioni limitata tuttavia nelle anticipazioni all'ipotetica reintroduzione del lavoro da casa ovunque possibile, al ritorno dell'obbligo di mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Oltre che nell'eventuale adozione del Green pass vaccinale per l'accesso a locali notturni o eventi di massa.
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