Politica e Sanità

mag192021

Telemedicina, risorse e formazione. Il presidente Fnomceo Anelli traccia le linee guida per la professione medica

"La professione medica ha vissuto un periodo veramente difficile e complicato per effetto dell'emergenza sanitaria. Una situazione aggravata dai tagli e dalle carenze di professionisti che hanno inciso pesantemente sugli esiti. Ora prendiamo atto che il ministro Speranza ha dichiarato finita la stagione dei tagli ma è indubbio che ha inciso pesantemente e si è rivelata in tutte le sue conseguenze nell'assistenza ai cittadini". Così il presidente Fnomceo Filippo Anelli, intervistato da Doctor33, traccia un primo bilancio per la professione degli esiti della pandemia. Anelli mette in evidenza la questione della sicurezza "tema fondamentale" perché ai medici non soddisfa l'idea "di essere gli eroi di questo periodo".

La sicurezza, spiega il presidente Fnomceo "è un diritto perché nessuno può chiedere a un lavoratore di mettere a rischio la propria vita in assenza dei giusti livelli di tutela e protezione". Ma il Covid ha messo a nudo anche altre lacune evidenti del sistema sanitario. A cominciare dalle strutture obsolete. "Abbiamo bisogno di ospedali moderni che si adattino alle attuali esigenze e tecnologie" spiega. Non solo. C'è il problema del territorio "abbandonato da oltre vent'anni. Con il medico lasciato solo e immaginato sulla scorta di quello che 70 anni fa era il medico condotto. Ma nel frattempo la situazione è completamente cambiata, con l'ingresso prepotente sulla scena della telemedicina" sottolinea Anelli. Poi c'è il tema della aziendalizzazione della sanità. "Tutta la gestione è finalizzata al pareggio di bilancio" sottolinea il presidente Fnomceo "ma è il bilancio che si deve adattare alle esigenze di salute dei cittadini e non il contrario". Ecco perché sarebbe importante coinvolgere i medici nei momenti di Governo del Servizio sanitario perché "gli obiettivi di salute devono essere fissati da chi ha competenze e riesce a programmare andamento e obiettivi". Per quel che riguarda le tecnologie digitali "la telemedicina ha avuto una crescita repentina con il Covid evidenziando l'eccesso di burocrazia, che rende difficili le cose più semplici. Ora è possibile inviare una ricetta con whatapp o per email. Una semplificazione che rende la telemedicina uno strumento a supporto della professione per renderla più smart e più veloce oltreché più vicina ai bisogni del cittadino. E questo" spiega Anelli "è possibile se la professione e il mondo della programmazione si parlano". La telemedicina, peraltro, è anche uno strumento molto potente che richiede una regolamentazione stringente per garantire utenti e professione. A cominciare dalla privacy spesso poco tutelata per i professionisti. Ma il rapporto medico-paziente non può essere superato, come spiega il presidente Fnomceo. "In Inghilterra hanno avviato strumenti di sostituzione del medico nella fase iniziale del consulto. Ma il sistema non ci convince. Perché" sottolinea "non si può una macchina o un algoritmo non colgono le sfumature che il contatto tra due persone può mettere in moto". Ma è innegabile che la telemedicina è una realtà. "Tocca ai medici ora riflettere sui meccanismi e fissare dei limiti. Ma la vecchia visita medica non può essere sostituita". Ma come si modificherà nel prossimo decennio la relazione medico-paziente? "Il covid ha messo in evidenza come il medico non svolge attività solo per le sue competenze ma anche perché le ha vincolate al bene della comunità e dei cittadini. Si deve partire da qui per riconoscere al medico un ruolo di garante della democrazia e per rivalutare il suo ruolo sociale come garante dei diritti sanciti dalla Costituzione: vita, salute, autodeterminazione, uguaglianza. Un ruolo che" evidenzia anelli "deve essere svincolato da interessi politici e dei grandi capitali".
Nella sua analisi il presidente Anelli si sofferma anche sugli investimenti per la professione previsti nel recovery Plan e nel decreto Sostegni. Sono nella giusta misura? "Nel Recovery Plan sono previsti 20 miliardi da destinare alle strutture ospedaliere e alle case di comunità ma credo ci sia bisogno di un processo riformatore che consenta una revisione dell'aziendalismo di cui parlavo prima". Poi c'è la questione del numero professionisti. "Non abbiamo risorse certe su come recuperare il gap che si è creato per il blocco del turnover all'interno del sistema o per la mancata occupazione delle zone carenti per la medicina generale. Serve più rigidità nella programmazione per finanziare i fabbisogni reali dei professionisti. E su queste tematiche chiederemo un confronto al Governo. Bisogna chiarire il ruolo dei professionisti in termini di svolgimento delle funzioni ma anche numerici" dice Anelli.

Infine, il capitolo formazione, uno strumento fondamentale ma si deve puntare di più su quella sul campo" sottolinea il presidente Fnomceo. "Si devono sviluppare meccanismi che coinvolgano di più i professionisti su tematiche che affrontano tutti i giorni o sulla discussione di casi clinici. In Commissione Ecm è in atto una riflessione molto importante per avviare il processo di riforma chiesto dal ministro Speranza in avvio della nuova commissione. Su questo" conclude "siamo fortemente impegnati a sostenere qualsiasi tipo di innovazione pur di mantenere un elevato livello formativo del personale".


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