Politica e Sanità

dic42018

Stop a due Smi contrapposti, nasce Fismu. Obiettivo contratto unico

Un contratto unico per i medici italiani: è l'obiettivo tendenziale per il quale si assiste oggi alla nascita di Fismu, la Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti, dove sono rappresentati molti "già dirigenti nazionali e segretari e presidenti regionali del Sindacato dei Medici Italiani". Dopo le complesse vicende che hanno sancito nei mesi scorsi una divisione di fatto nel sindacato Smi, la nascita del nuovo soggetto esclude ogni ipotesi di tentare una conciliazione interna.

Ad annunciare la sigla, sono i dirigenti Franco Esposito, Lino Puzzonia, Maurizio Andreoli, Mirella Triozzi, Vincenzo Morante, Emanuele Cosentino, Claudio Riccardo Massaro, Paolo Carollo, Antonio Pacelli, Emiliana Sanfilippo, Giuseppe Origlia, Rosalba Muratori, Donata Carollo, Cosimo Trovato, Francesca Muti, Bruno Agnetti, Marco Alise, Alessandro Chiari, Anna Rita Ecca, Enrico Terni, Bice Previtera, Fernando Crudele, Maria Francesca Pinna, Paolo Di Tommaso, Marina Mazzero, Alessandro Dalla Riva, Raffaele Gaudio, Nabil Fattouh e Filippo De Nicolellis. «Siamo certi che la giustizia restituirà lo Smi allo Smi quello vero, di carne e ossa, quello degli iscritti, delle donne e degli uomini, dei giovani e dei meno giovani», scrivono gli ex dirigenti firmatari del comunicato. «Nel frattempo, però, è necessario riprendere la nostra missione: difendere i medici sul territorio, negli ambulatori, sulle ambulanze e nei Pronto Soccorso, nei Sert, nelle corsie, nelle scuole di specializzazione e di formazione specifica. Per questa ragione nasce Fismu, la Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti, per il contratto unico dei medici italiani. Il nostro è un appello a (...) tornare a fare sindacato, discutere tutti assieme per un Processo Costituente culturale e politico di rinnovamento, riforma e modernizzazione, per la difesa della sanità pubblica, per un rinnovato protagonismo dei medici e per la tutela dei cittadini. Con autonomia e indipendenza dal potere dei partiti e dei Governi di ogni colore e dal collateralismo di una certa casta sindacale».

La vicenda che ha tormentato Smi in questi mesi nasce da un consiglio nazionale che ad aprile, a seguito di dissapori per provvedimenti (anche verso ex vertici), dichiarava la decadenza della segretaria Pina Onotri e di alcuni consiglieri; il ricorso successivo ha portato a due sentenze di sospensiva del Tribunale di Roma, la seconda del 21 ottobre scorso, che -mettendo in discussione i titoli del consiglio nazionale per sfiduciare i segretari- hanno sancito la permanenza in carica di Onotri; nel frattempo però si erano tenuti due congressi paralleli: uno ordinario a Napoli aveva rieletto Pina Onotri al vertice della segreteria, uno straordinario a Tivoli indetto a seguito del consiglio nazionale aveva eletto Franco Esposito. Prefigurando una scissione, e anche per evitare l'insorgenza di danni patrimoniali per le Asl che hanno il compito di ripartire le quote sindacali degli iscritti, la Sisac ha dapprima sospeso la rappresentatività del sindacato e quindi, dopo la seconda sospensiva del tribunale di Roma ha reintegrato nelle trattative il soggetto guidato da Pina Onotri (che ha chiesto all'agenzia 10 milioni di risarcimento per danno d'immagine per la pregressa esclusione). Ora, in attesa del giudizio di merito sulle decisioni del consiglio nazionale di aprile, la segreteria guidata da Franco Esposito «prende atto di non poter più attendere i tempi necessari a che la magistratura restituisca il sindacato alla sua base». Di qui il nuovo soggetto sindacale.

Mauro Miserendino
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