Politica e Sanità

mag222022

Standard ospedalieri, da posti letto a piccoli ospedali ecco che cosa prevede la riforma

Non c'è riforma degli standard della medicina territoriale se insieme non vengono rivisti gli standard ospedalieri: le società scientifiche lo stanno ribadendo al governo nell'esaminare il "nuovo" DM 70. Igienisti di Siti, di distretti sanitari di Card e dei direttori sanitari di Anmdo hanno osservato al DG Programmazione del Ministero della Salute Andrea Urbani, fra tanti aspetti, che nel testo si dovrebbe parlare di integrazione ospedale-territorio, tema al momento ripreso solo sul DM71 sugli standard territoriali. Le tre società scientifiche sono state audite al Ministero dopo gli anestesisti di Siaarti che giorni fa hanno presentato una revisione in 4 step dei livelli di intensità di cura e relativa dotazione di personale ed attrezzature (1-alta, 2-terapia semintensiva, 3-semintensiva critica, 4 terapia intensiva polivalente-postoperatoria-specialistica). Siaarti ha anche chiesto che i servizi di anestesia siano dotati almeno di 8 unità -incluso il responsabile- per ogni ospedale di base dotato di pronto soccorso sopra i 15 mila accessi l'anno o di punto nascita. Delle proposte di igienisti, direttori sanitari e distretti riferiamo dopo un rapido esame del DM70 rivisto. La bozza mantiene in genere i rapporti letti/abitanti previsti dal DM 70/2015 ma introduce margini di flessibilità dopo lo shock del Covid-19, passando sia per il potenziamento di terapie intensive e semintensive, sia per tolleranze su piccoli ospedali e punti nascita con pochi parti.

Posti letto - Resta il tetto dei 3,7 letti ogni 1000 abitanti, di cui 0,7 per riabilitazione e lungodegenza (nei quali non vanno più rigorosamente calcolati 0,2 letti post-acuzie). Però, rispetto allo standard di 3 letti per acuti ogni mille abitanti è concesso aggiungere metà dei letti di terapia intensiva (0,07 ogni 1000 abitanti) e di semintensiva (0,03 letti ogni mille abitanti), da situare in ospedali con dipartimenti di emergenza di I o II livello; fino al 2026 le Regioni possono aumentare i letti di riabilitazione di 0,1 unità ogni 1.000 abitanti destinandoli al post-Covid.

Soglie concesse -Le tipologie di ospedale pubblico rimangono: l'ospedale di base, uno ogni 75 mila abitanti (non più 80 mila) con pronto soccorso, osservazione breve intensiva, chirurgia, anestesista, ortopedico; il presidio di 1° livello dove ora possono mancare alcune unità come Orl od oculistica mentre l'endoscopia digestiva entra tra i servizi da garantire H 24; il presidio di 2° livello, che deve sempre offrire servizi di telemedicina, e ora anche terapia semintensiva di area critica oltre che eventuali "discipline di alta specialità".

Piccoli ospedali - I nosocomi di aree disagiate restano obbligati a dotarsi di almeno un reparto di 20 letti di medicina generale, chirurgia in grado di effettuare interventi in Day surgery o Week Surgery con la possibilità di appoggio nei letti di medicina, pronto soccorso presidiato da medici dedicati all'Emergenza-Urgenza; invece, i piccoli ospedali di aree non disagiate sotto 60 letti per acuti e sotto 20 mila accessi l'anno in Ps vanno verso la trasformazione in ospedali di comunità. Le strutture private devono avere almeno 60 letti per acuti se multi-specialistiche e almeno 40 per acuti e/o post-acuti se mono-specialistiche, letti che scendono a 30 se si garantisce la continuità della cura ai post-acuti. Psichiatria e neuropsichiatria infantile non possono superare i 30 letti e devono offrire una attività di post-acuzie. I punti nascita sotto i 500 parti l'anno in zone disagiate attivi possono chiedere una deroga al Comitato Nazionale Percorso Nascita se, oltre a rispettare gli standard dell'Accordo Stato-Regioni 16 dicembre 2010, offrono nelle 24 ore ginecologo, ostetrico, pediatra ed anestesista, e se in guardia attiva dispongono di terapia intensiva, cardiologia, chirurgia generale, diagnostica per immagini e laboratorio.
Indicatori di volumi ed esiti - Il nuovo DM 70 aggiunge soglie minime di casistica per i tumori: 80 l'anno per la chirurgia del polmone, 50 per colon, pancreas, prostata o rene, 70 per fegato, 40 per stomaco e per le fratture di femore in over 65 operate in 48 ore l'asticella da superare passa dal 60% al 70% e la mortalità a un mese post by pass aorto-coronarico isolato passa dal 4% al 2,5%.

Proposte Siti-Card-Anmdo - Le tre società chiedono di inserire in bozza un sistema di monitoraggio e verifica degli standard ospedalieri coinvolgendo le società scientifiche. Tra le altre richieste: aumentare sia lasoglia minimadiletti intensivi e semintensivi in tutti gli ospedali sia quella dei letti di day hospitaleday surgery; pianificare criteriper favorire la rotazione di equipe tra centri hub e spoke; teleconsulenza delle grandi struttureverso i presidi di base. Per integrare ospedale e territorio si chiede di individuare dipartimenti ospedalieri-territorialiper geriatria e longevità, salute materno-infantile, riabilitazione, salute mentale. Sul "percorso nascita" in particolarela Siti guidata da Antonio Ferro propone di attivare servizi distrettuali ispirati ai modelli di"midwifery care"gestiti da ostetriche e servizi di ospitalitàper chi vive in territori disagiati con la possibilità di trasferire la gestante in alloggi vicini all'ospedale dove partorirà.Si chiede di incentivare la lotta ad infezioni nosocomiali ed antibioticoresistenza, la preparedness su emergenze cliniche e di sanità pubblica (anche belliche), modelli innovativiper il soccorso sanitario incluso possibile uso di droni.
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