Politica e Sanità

gen102017

Sprechi sanitari, allarme esperti: prestazioni utilizzate male sono un'epidemia

Oltre 2 euro su 10 sprecati in sanità. A lanciare l'allarme sulla sostenibilità dei sistemi sanitari sono la rivista Lancet, che ha lanciato a Londra la serie di articoli "Right Care", e l'Ocse nel report presentato oggi: «Il sovra-utilizzo e il sotto-utilizzo di servizi e interventi sanitari hanno raggiunto proporzioni epidemiche, non solo mettendo a rischio la sopravvivenza dei sistemi sanitari di tutto il mondo, ma anche minando la possibilità di una copertura sanitaria equa e sostenibile e del diritto universale all'assistenza sanitaria», sottolineano gli esperti.

L'allarme è «in linea con quanto riportato dal Rapporto della Fondazione Gimbe sulla sostenibilità del Ssn 2016-2025» commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. «Secondo le nostre stime, infatti, in Italia circa 11 miliardi l'anno vengono erosi da sovra e sotto-utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie, a cui si aggiungono oltre 13 miliardi "bruciati" da frodi e abusi, acquisti a costi eccessivi, complessità amministrative e inadeguato coordinamento dell'assistenza». Secondo gli autori della serie di Lancet, l'eccessivo e ingiustificato uso di interventi sanitari di efficacia non dimostrata e il sotto-utilizzo di prestazioni efficaci «convivono in tutti i sistemi sanitari a vari livelli, peggiorando esiti clinici, psicologici e sociali; determinando una impropria allocazione di risorse e, dunque, sprechi evitabili». Gli esempi vanno dal ricorso inappropriato a Tac e risonanza magnetica per lombalgia e cefalea agli antibiotici per infezioni virali delle vie respiratorie fino a test pre-operatori come Ecg, Rx torace, ecostress in pazienti a basso rischio.

«Considerato che la maggior parte degli interventi sanitari si colloca in un'area grigia, dove il profilo rischio/beneficio non è così netto» afferma Cartabellotta «è indispensabile prendere in considerazione le preferenze dei pazienti. Non si può migliorare l'appropriatezza degli interventi sanitari senza un coinvolgimento di cittadini e pazienti in un processo decisionale condiviso, strategia di efficacia documentata per ridurre sprechi, aspettative irrealistiche di malati e familiari e contenzioso medico-legale». Anche il rapporto dell'Ocse denuncia sprechi e inefficienze dei sistemi sanitari, quantificandone l'impatto: visto che la spesa sanitaria ha ripreso a crescere nella maggior parte dei Paesi dell'Ocse, il report rileva che ogni 10 euro spesi in sanità vengono sprecati sino a 2 euro, in quanto non migliorano la salute e il benessere delle persone o addirittura li peggiorano.
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