Politica e Sanità

ago32018

Spese personale nel mirino, in Lombardia tagli ai contratti a termine

Spese personale nel mirino, in Lombardia tagli ai contratti a termine
Contratti a termine disdettati per mancanza di soldi. È l'allarme che lancia Cisl in Lombardia dopo che l'azienda sanitaria della Valtellina - ospedali di Sondalo e Sondrio - non ha negato di dover interrompere al momento alcune collaborazioni soprattutto di infermieri. Tutto questo in un panorama sempre più precario, quello di aziende ospedaliere lombarde che per riuscire ad assumere devono tirare fuori i soldi nel modo più impensato come è avvenuto qualche giorno fa dopo l'accordo Regione-Sindacati per destinare parte delle risorse aggiuntive (Rar) dei dipendenti a 200 nuove assunzioni, di cui 90 di medici. In Valtellina però il vento dei tagli dei contratti per ora sembra prevalere sulle pur non inconsistenti assunzioni. «Da anni Cgil, Cisl, Uil e rappresentanze aziendali lamentano un problema di carenza di organico, soprattutto infermieristico, che l'Azienda sanitaria ha sempre tentato di minimizzare e di risolvere facendo ricorso a straordinari programmati e a salti di turno che non portano ad un aumento di spesa di bilancio», recita un comunicato dell'Ufficio stampa Cisl regionale. «L'Asst l'anno scorso ha risparmiato oltre 1 milione di euro sulla spesa del personale, facendo guadagnare alla Direzione il plauso di Regione Lombardia per "l'oculata manovra"».

Tuttavia, a chi raggiunge i target si chiede sempre di più. E così, nel definire i budget 2018 la Regioneha deciso di tagliare ancora: persino rispetto a quanto aveva previsto di spendere l'anno scorso. È stata "storicizzata" - afferma Cisl - l'iniziale somma risparmiata, riproponendo dunque il taglio. «Morale: a fine giugno i fondi per il personale sono finiti. Intanto però sempre nel 2017 all'Asst era stato dato il placet regionale per assumere cento persone, e loro avevano assunto solo 50 unità contando sulla possibilità di continuare quest'anno. Tutto questo - sempre secondo il sindacato - senza considerare «l'opportuna copertura dei costiper il rinnovo del personale a tempo determinato», afferma il delegato CislMarco Contessa. «Personale che è stato lasciato a casa». Si tratta di «una settantina di contratti, pochi i medici e molti gli infermieri. Noi abbiamo chiesto informazioni visto che l'azienda, sita in una zona della Lombardia che non a tutti i sanitari fa gola, soffre di carenza di personale cronica. Ci è stato risposto che era finito il budget».

In pratica, si deve lasciare a casa gente. Che in qualche caso ha scommesso tutto su questa esperienza. Per i medici poi la Valtellina è tradizionalmente povera, difficile trovare chi viene a fare il pediatra o l'ostetrico, sono state chiuse sale operatorie per carenza di anestesisti». L'Asst replica all'accusa sostenendo con il direttore amministrativo Carlo Maria Iacomino che è il personale a mancare, non le risorse per assumere: «La Regione ha sempre assicurato le risorse per far andare la macchina», ma «le procedure di reclutamento vanno deserte, se le figure richieste non vengono in Valtellina è chiaro che le risorse vengono riassorbite dal sistema». Controreplica Cisl: ma visto che è così importante il personale, «che senso ha lasciare a casa dipendenti che stanno lavorando e sono già operativi?» L'Asst annuncia in ogni caso di aver fatto una richiesta di integrazione di fondi alla Regione. Le speranze di ripristinare i contratti ci sono, «ogni anno a settembre la Regione con una nuova determinazione stanzia ove servano risorse aggiuntive, entro fine settembre 2018 potrebbero arrivare. Ma ripristineranno tutti i contratti?» Il timore è che vengano chiusi od accorpati reparti. «L'Asst sui media afferma che non sono previsti sacrifici di questo tipo (né decurtazioni di stipendi)ma anzi si continua ad assumere personale di ruolo. L'augurio -conclude Contessa- è che i contratti siano ripristinati e le assunzioni ci siano».

Mauro Miserendino


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