Politica e Sanità

dic42018

Spesa farmaceutica, emendamenti rivedono criteri payback. Ecco come

Oltre 200 milioni di attivo per il servizio sanitario nella spesa per la distribuzione nelle farmacie territoriali, ma un passivo da 1,8 miliardi nel 2017 per la spesa farmaceutica ospedaliera: sono questi i dati che potrebbero aver portato nel testo della manovra nuovi emendamenti che da una parte consentono alle piccole farmacie di azzerare gli sconti a beneficio del Ssn e dall'altra al governo di riordinare la questione payback con determinazione. Ricostruiamo il panorama che emerge dalla disamina delle nuove previsioni partendo dai fondi per i farmaci innovativi ed i farmaci innovativi oncologici, da 500 milioni ciascuno. Previsti da un anno, saranno trasferiti nel bilancio del Ministero dell'Economia.

Se uno o entrambi i fondi verranno sfondati, un emendamento (42.037) le aziende i cui farmaci hanno contribuito al deficit dovranno ripianare al 50% ma se si tratta di farmaci orfani al ripiano concorreranno solo le Regioni. Entro il 15 marzo 2019, ministeri di Salute ed Economia con le regioni detteranno criteri e modalità a cui l'Agenzia del farmaco si dovrà attenere nel determinare i prezzi dei farmaci rimborsati dal Ssn, negoziandoli con le case farmaceutiche. Dal 2019 l'Aifa potrà riavviare i negoziati per rivedere le condizioni degli accordi ove intervengano variazioni del mercato, tali da prevedere un incremento del livello di utilizzo del medicinale o configurare un rapporto costo-terapia sfavorevole rispetto alle alternative in prontuario. E veniamo ai ripiani: per monitorare la spesa farmaceutica annuale per acquisti diretti, l'Aifa leggerà in tempo reale le fatture elettroniche emesse nel sistema di interscambio; entro il 31 luglio 2020 rileverà i fatturati 2019 di ciascuna azienda al lordo di Iva, e per gli anni successivi, entro il 30 aprile 2021. Sulla base del predetto fatturato, determinerà la quota di mercato di ogni azienda per acquisti diretti in fascia A ed H, escludendo i vaccini (emendamento 42.037). Le case farmaceutiche ripianeranno il 50% dello sfondamento del tetto di spesa, con versamenti alle regioni entro 30 giorni dalla comunicazione, ciascuna in proporzione alla sua quota di mercato; per il restante 50% penseranno le regioni. Scaduti 60 giorni dalla scadenza dei termini di pagamento, le Regioni dovranno comunicare all'Aifa il mancato versamento.

Ove le aziende non ripianino, i debiti per acquisti diretti delle Regioni (o di Asl/ospedali) verso di esse saranno compensati fino alla concorrenza dell'intero ammontare. Per i ripiani del payback 2013-2015 e 2016, nonché per il 2017, se il Ministero dell'Economia al 15 febbraio 2019 e le Regioni non hanno preso i soldi dei ripiani si lascia per il 2019 il tetto di spesa farmaceutica per acquisti diretti e per la farmaceutica convenzionata del 2018, fino al recupero integrale delle somme, accertato con determine Aifa. Altri emendamenti in manovra in tema di sanità prevedono un contributo straordinario da 30 milioni annui fino al 2028 per il Consiglio Nazionale delle Ricerche dal bilancio del Ministero dell'Istruzione e l'incremento del fondo per ridurre i tempi di attesa da 50 a 150 milioni per il 2019, e a 100 per i due anni successivi, riducendo il Fondo investimenti delle amministrazioni centrali.

Mauro Miserendino
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