Politica e Sanità

gen122018

Specializzandi, Tar riammette chi ha passato il test ma deve abilitarsi a febbraio

Nelle scuole di specialità mediche arrivano nuovi "rinforzi". Si tratta di neolaureati che devono superare l'esame di stato a febbraio 2018 ma si sono iscritti alla prova d'ammissione contando sulla deroga all'obbligo di presentare l'abilitazione e hanno ottenuto un punteggio alto, salvo poi ritrovarsi esclusi per una contraddizione tra bando d'ammissione al test e ordinanza ministeriale sugli esami di abilitazione. Il bando infatti fa partire l'anno accademico dei corsi di specialità il 29 dicembre e fa coincidere quella data con la chiusura dei posti contrattualizzati. Con ordinanza del 22 dicembre scorso - alla vigilia cioè della partenza dell'anno accademico, prevista il 29 dicembre - il Tar Lazio ha sospeso il bando accogliendo il ricorso di 38 laureati, patrocinati dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti: per 14 si spalancano ora le porte della specializzazione, in attesa però dell'esito della sentenza di merito. Il contenzioso nasce dal ritardo con cui è uscito il Regolamento sull'ammissione alle scuole. Dopo vari rinvii si è slittati al 10 agosto 2017 (Reg. n. 130 MiUr); a causa del ritardo, il test di ammissione ha potuto essere effettuato solo il 29 novembre 2017 e la graduatoria è stata approvata il 4 dicembre. Dopodiché, 25 giorni di scorrimenti di studenti che via via, se il punteggio non era bastato a indirizzarli subito alla scuola da loro preferita, attendevano il più possibile prima di "ufficializzare" la seconda scelta.

All'alba del 29 si è fermata la girandola e si è partiti con l'anno accademico. A questo punto, l'inghippo. «Il Regolamento ammette al concorso tutti i laureati alla data di presentazione della domanda, e apre per la prima volta a chi, laureato e ben preparato, deve ancora abilitarsi; però indica il 29 dicembre come anno d'inizio dell'anno accademico», spiega l'Avvocato Santi Delia. «In tal modo non tiene conto dell'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 che consente due sole sessioni di abilitazione - luglio 2017 e febbraio 2018 - per gli studenti che si sono laureati in tempo utile per aderire alla domanda di partecipazione al test. Gli studenti che hanno partecipato ugualmente pur dovendosi abilitare a febbraio si sono trovati di fronte all'impossibilità di competere con gli altri. E in quattordici (dei 38 ricorrenti, ndr), nonostante i punteggi stellari ottenuti che gli consentivano di entrare agevolmente, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati, a dispetto delle intenzioni originarie del bando. In pratica chi ha redatto il regolamento e sancito la data d'inizio dei corsi non ha guardato l'ordinanza ministeriale sulle date degli esami di abilitazione uscita a marzo 2017, pur essendoci stato tutto il tempo di ragionare su queste cose». Il Tar Lazio ha chiesto al Ministero dell'Università entro 30 giorni una relazione scritta per motivare la discordanza tra criteri d'apertura del bando e le date scelte dallo stesso MiUr per le sessioni di abilitazione dei medici neolaureati. Nel frattempo ha disposto la sospensione del bando per la parte interessata da questa procedura. Della questione di merito, il tribunale amministrativo tornerà ad occuparsi a febbraio 2018. L'esito del giudizio, sottolineano gli Avvocati Delia e Bonetti, «non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati».
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