Politica e Sanità

set142018

Smi, due direttivi per una sigla. Sisac sospende rappresentatività in via cautelativa

Proprio alla vigilia della nuova tornata di colloqui con i sindacati per la nuova convenzione, foriera degli aumenti 2018, l'agenzia interregionale Sisac ha sospeso la rappresentanza legale al Sindacato Medici Italiani terza forza associativa della medicina generale (4511 deleghe censite al 2017) e del territorio (1200 circa tra specialisti ambulatoriali e pediatri). «Nel corso dell'anno 2018 -scrive l'Agenzia - sono pervenute comunicazioni ufficiali e contraddittorie circa la persona titolare della legale rappresentanza del sindacato, nonché degli Organi statutari. Medesima situazione di incertezza anche in sede regionale è stata denunciata a questa Struttura da alcune Regioni». Inoltre «risultano agli atti anche provvedimenti regionali di sospensione cautelativa a livello locale delle prerogative sindacali dello SMI».

Ma c'è di più: gli atti «acquisiti a seguito della nota SISAC prot. n. 570 del 29 agosto 2018» sono pervenuti tanto a firma di Pina Onotri quanto a firma di Francesco Esposito, «i quali si dichiarano e si sottoscrivono entrambi nella qualità di Segretario Generale del sindacato SMI - rappresentati legali del soggetto sindacale». Risultato: Sisac non può «stabilire con esattezza chi invitare alle trattative sindacali in qualità di legale rappresentante Smi; esiste pure il dubbio se la situazione sopradescritta abbia determinato in via di fatto la costituzione per scissione di due distinte associazioni sindacali e se, in tal caso, sussistano in capo ad esse, o a chi delle due, i presupposti per il riconoscimento di maggiore rappresentatività». D'altronde, la certezza su chi riveste la qualità di legale rappresentante di un sindacato è elemento indispensabile per la valida sottoscrizione degli Accordi e per indicare dove le Asl devono versare per delega le quote degli iscritti (Convenzione articolo 22 comma 8).

Sisac intende evitare il rischio di sottoscrivere accordi con «persone sulle quali non esista la certezza di legittimazione in base all'ordinamento interno del sindacato SMI, oppure di sindacati che abbiano perso l'effettiva rappresentatività» nonché l'insorgenza di danni patrimoniali per le Asl che ripartiscano le quote. Pertanto, «non essendo pervenuta una dichiarazione univoca da parte dei soggetti indicati in indirizzo (intimati con nota SISAC prot. 570 del 29 agosto 2018)», ed essendo impossibile per Sisac identificare in modo inequivoco il titolare della rappresentanza legale del sindacato, Sisac comunica la sospensione della rappresentativitàÌ sindacale con decorrenza immediata «fino al chiarimento definitivo di chi abbia la rappresentanza legale del Sindacato». Sisac auspica che la situazione «possa evolvere rapidamente in una soluzione, pronta in quel caso alla immediata revoca della determinazione assunta».
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