Politica e Sanità

dic302017

Simit, priorità 2018: Hcv, Aids, uso consapevole degli antibiotici, meningite e malattie da vettori

La Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) ha riunito in un seminario a Milano oltre 100 specialisti tra direttori e dirigenti medici di Unità operative di tutta Italia allo scopo di delineare le linee di intervento e di rafforzare la collaborazione e l'efficienza delle interconnessioni della rete degli Infettivologi Italiani. «Siamo chiamati ad affrontare molte importanti sfide, non solo da un punto di vista scientifico, ma anche organizzativo, dovendo perlopiù contare sulle nostre sole forze e sulla buona volontà e professionalità dei nostri associati» dichiara Massimo Galli, presidente Simit e docente di Infettivologia presso l'Università degli studi di Milano e direttore Divisione clinicizzata di Malattie infettive o - Polo Univ. 'Luigi Sacco'. «Ribadendo la volontà di una piena collaborazione con il Ministero Salute e con le Regioni, e per quanto di competenza con l'Istituto Superiore di Sanità, non possiamo nascondere la necessità di svolgere anche una funzione di costante azione di stimolo sulla politica».

Tra le massime priorità per il 2018, «la Società dedicherà un ulteriore sforzo all' eliminazione dell'epatite C, con particolare riguardo per i casi nei pazienti affetti anche da Hiv» specifica Galli. «L'eradicazione di Hcv nei pazienti co-infetti potrà essere portata a compimento nell'arco di 2-3 anni. Simit intende impegnarsi a fondo su questo obiettivo, grazie ai nuovi approcci terapeutici, che riguarda una popolazione di pazienti che quasi per intero fa riferimento per assistenza e cure ai centri di malattie infettive». Ma non ci si fermerà a questo: anche se i centri di malattie infettive rappresentano solo circa il 30% dei centri abilitati a curare l'epatite cronica C con i nuovi farmaci, oltre il 55% delle 106.000 persone che sono state trattate o in cui il trattamento di questa malattia è in corso in Italia sarebbero state curate nei nostri centri. «Per arrivare al risultato, tuttavia, è necessario ridurre il carico burocratico dei centri» commenta Galli «sostenerli nelle forme più idonee, favorire i flussi dei pazienti al trattamento e l'emersione, anche in questo caso, dal 'sommerso'. Bisognerebbe, a questo scopo, che il test per l'epatite C fosse gratuito come quello per l'HIV. Fondamentale, anche per la creazione di percorsi terapeutici facilitati, sono il coinvolgimento e la collaborazione con i Medici di medicina generale». Circa Aids e Hiv, in Italia nel 2016 sono state riportate 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. Quanto basta per sottolineare che esiste ancora un sommerso, cioè un numero non trascurabile di persone che non sanno di essersi infettate e che sono potenzialmente cagione di nuove infezioni. Questo depone per un ritardo di diagnosi che è figlio di un'insufficiente informazione. Simit mobilità le sue competenze e la cultura specifica dei suoi specialisti affinché il Piano nazionale Aids trovi piena applicazione in tutte le Regioni d'Italia e si mobilita in appoggio alla sperimentazione di nuove forme di prevenzione quali la profilassi pre-esposizione, un intervento farmacologico preventivo utile a evitare un contagio nelle persone ad alto rischio, già ampliamente utilizzati in Francia e Gran Bretagna.

Altro problema di fondamentale importanza: l'antibioticoresistenza. «Ci proponiamo di sviluppare programmi di amministrazione antibiotica non solo nel contesto dell'ospedale, ma anche nel sostegno dell'attività dei medici di medicina generale» dichiara al proposito Galli. «Dobbiamo pervenire ad una svolta culturale nell'applicazione e nel rispetto dell'appropriatezza dell'uso degli antibiotici, sia nell'ospedale, sia nel territorio. In un paese come il nostro, in cui, come in gran parte dei paesi europei e negli Usa, il 70% degli antibiotici venduti è utilizzato negli animali di allevamento è poi evidente che gli interventi debbano essere guidati da un approccio di salute globale, che tenga conto di salute umana, animale ed ambientale». Sul fronte della meningite, anche se il numero di casi osservati è stato solo in lieve aumento (in Italia sono stati segnalati nel 2014 in tutto 189 casi di malattia invasiva meningococcica, pari a 0.31 casi per 100.000 abitanti, mentre nel 2015, nonostante l'epidemia in Toscana, i casi sono stati 232, pari a 0.38 casi per 100.000 abitanti) si stanno osservando alcune variazioni epidemiologiche meritevoli di attenzione, in particolare nei bambini al di sotto di 1 anno di età. Simit ribadisce che il vaccino è uno strumento fondamentale ed efficace per prevenire una malattia che quando si manifesta, anche in giovani e bambini è ancora purtroppo spesso letale. Una nuova fonte di preoccupazione sono virus di origine africana trasmessi da zanzare che negli ultimi anni hanno conquistati aree geografiche ove erano precedentemente sconosciuti venendo a causare un'emergenza globale.

Il virus West Nile è sbarcato per la prima volta in America nel 1999 per conquistare in pochi anni gran parte dell'America settentrionale. Chikungunya in poco più di un decennio si è adattato ad un nuovo vettore, ha causato epidemie in aree geografiche mai toccate in precedenza (al 6 ottobre 201, sono stati notificati in Italia 282 casi (156 confermati e 126 probabili) e si è stabilmente radicato nelle Americhe, ove era sconosciuto. Il virus Zika, un altro virus africano, ha causato epidemie in Polinesia e poi nelle Americhe, assumendo le connotazioni di un'emergenza globale e causando apprensione per la sua capacità di causare gravi malformazioni nel bambino quando sono colpite donne in stato di gravidanza. Nelle malattie da agenti infettive, nulla è mai statico o stabile. «È per questo» conclude Galli «che SIMIT ha deliberato di coinvolgere tutte le unità operative nazionali di malattie infettive in una rete di informazione che prevede la realizzazione di uno spazio web sul suo sito su cui tutti i Soci Simit sono invitati a pubblicare brevi rapporti sui casi osservati, che consentano di condividere le segnalazioni di malattie o fenomeni emergenti immediatamente dopo il loro riscontro».
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