Politica e Sanità

apr162018

Sicilia, 118 in mano ai precari a rischio taglio imminente. Contrattisti chiedono stabilizzazione

"Da anni presto servizio nel territorio di Palermo ... appreso della "Legge Madia" ho creduto di poter aggiungere un altro po' di serenità alla mia vita ed a quella della mia famiglia... guidato da questo sentimento, ho spronato tutti i miei colleghi "precari" a resistere ancora per poco al senso di amarezza che talvolta ci permeava a fine turno, quando, davvero stanchi, condividevamo un caffè confrontandoci col timore di perdere il lavoro da un momento all'altro, vittime sino ad allora di un'ingiustizia basata su un vuoto normativo nonché dell'indifferenza nei riguardi della nostra preparazione, dei nostri sacrifici"..

E' l'incipit della lettera di Carmelo Mendola, medico precario del 118, spedita all'Assessore siciliano alla salute Ruggero Razza per chiedergli un incontro: i precari del 118 isolani rischiano il taglio ogni volta che la Regione mette mano alla materia. «Se per ottenere la convenzione come medico di famiglia o la titolarità come medico di continuità assistenziale è necessario frequentare il corso triennale in medicina generale -spiega Mendola a Doctor 33- lo stesso non vale per il medico di emergenza sanitaria territoriale (118) il quale, per ottenere la titolarità, deve frequentare un ulteriore corso formativo in Emergenza Sanitaria Territoriale (EST) della durata di circa sei mesi. Al corso può partecipare qualsiasi medico, ma chi non ha il titolo triennale può solo aspirare a ricoprire incarichi di sostituzione. L'incredibile sta nel fatto che la Sicilia ha garantito e sta continuando a garantire ai suoi cittadini i livelli minimi di assistenza sul territorio e la tenuta del sistema 118 attraverso i medici sostituti precari! Ci sono colleghi che hanno sulle spalle 5 anni di precariato ai quali attualmente è concesso solo il timore di perdere l'incarico.

La legge Madia, in generale, consente l'assunzione del personale subordinato SSN che alla data del 31 dicembre 2017 ha maturato 36 mesi di anzianità di servizio negli ultimi 8 anni, oppure 36 mesi nei 5 anni antecedenti la data di pubblicazione del bando di assunzione a tempo indeterminato. La stessa legge consente di far valere gli incarichi svolti con altre forme contrattuali di lavoro flessibile (collaborazioni coordinate e continuative, ad esempio, o incarichi in convenzione con il SSN) nella misura in cui questi possono sommarsi ai periodi di servizio svolti in regime di subordinazione a tempo determinato, requisito questo che nessuno di noi può vantare». La lettera all'Assessore «nasce anche dall'idea che la Regione possa in qualche maniera rimediare alla scelta della precedente amministrazione di attivare un corso di emergenza sanitaria senza prima aver tenuto conto delle professionalità già formate e presenti da anni sul campo. Una decisione che ci è sembrata più uno strumento utile ad escluderci e a denigrarci piuttosto che volto semplicemente a coprire le carenze di personale. E dire che le stesse venivano già in buona parte colmate da noi giovani sostituti! Crediamo che il nuovo assessore possa farsi promotore di una soluzione tesa a proteggere e a non disperdere il nostro "know how"». Mendola ritiene l'esperienza maturata dai medici precari del 118 «una risorsa da salvaguardare in un'ottica professionale, di uguaglianza e di interesse generale». Non valuta l'idea di emigrare, i sistemi ideati nelle altre regioni per salvaguardare i loro precari lo taglierebbero fuori anche da quelle realtà locali. Senza contare che «per tranquillizzare una persona che soffre si ha una marcia in più se si è indigeni, ne si conosce il dialetto, la storia, se ne indovinano le paure, i retropensieri».

Mendola si rivolge infine ai sindacati firmatari del nuovo accordo nazionale per la medicina generale: Fimmg, Snami, Smi ed Intesa Sindacale: «Siete in piena fase di contrattazione e proprio adesso, soprattutto voi, avete in mano tutti gli strumenti atti a risolvere la nostra problematica che oltretutto ha una portata nazionale. Ci sono centinaia di medici precari del 118 in tutto il Paese che da anni aspettano da voi una prova di buonsenso, di volontà e di responsabilità. La questione non può più essere accantonata». Risponde Emanuele Cosentino responsabile 118 Sindacato Medici Italiani. «Come Smi stiamo facendo la nostra parte. In Sicilia i medici dell'emergenza sono 480 e circa 160 sono i precari: senza di loro il sistema non va avanti. La legge Madìa non li aiuta più di tanto essendo rivolta ai dirigenti inquadrati a dipendenza. Abbiamo promosso in assessorato un progetto di integrazione sul modello di quello che in Toscana ha consentito di assumere grazie a noi 300 precari, e in Basilicata si avvia a farlo; con l'autonomia crediamo la Sicilia possa avere margini per procedere all'integrazione dei nostri colleghi».
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