Politica e Sanità

apr202017

Sicilia, continua la polemica sulla Fondazione degli Omceo

Non accenna a placarsi il botta e risposta sul caso della Fondazione degli Omceo siciliani. «Come spesso accade in Sicilia - precisa Toti Amato, capofila della costituzione dell'Ente e presidente dell'Omceo di Palermo - ciò che dovrebbe essere motivo di orgoglio si trasforma in terreno di scontro per scopi personali, che nulla hanno di nobile. Senza scrupolo - sottolinea Amato - e confidando nella buona fede dei medici siciliani, ignari della veridicità delle informazioni contenute nei comunicati diramati, si continua a mortificare un'intera categoria professionale, con la speranza che screditando la Fondazione e l'istituzione ordinistica siciliana, l'assessorato regionale alla Salute revochi all'Omceo di Palermo l'affidamento della Scuola». Il presidente dei medici ricorda come la Fondazione (per i cui organismi non sono previsti compensi) sia stata pensata per ridare impulso alla ricerca scientifica e alla formazione, creando in questo modo nuove opportunità destinate a tutti i professionisti iscritti ai rispettivi ordini di categoria, collegi o associazioni sanitarie, con un occhio più attento alle nuove generazioni.

«Questo è lo stato dell'arte. Eppure, in malafede - osserva Amato - è stata fatta passare l'equazione Fondazione uguale Scuola di formazione specifica in Medicina generale». Ma a stupire il presidente dei medici, è che a muovere le fila della diffamazione mediatica siano principalmente due associazioni professionali (Aim e Sigm), «che non hanno alcun vincolo di responsabilità sociale perché non sono sindacati e neppure società scientifiche. Cercando di destabilizzare l'Ordine a tutto campo e facendo proselitismo qua e là, hanno ottenuto il sostegno di Cgil Fp medici dipendenti e medicina generale, Cisl Medici, Anaao, Cimo, Aaroi, Filas medici Palermo, che oggi probabilmente dimenticano il loro ruolo nei confronti dei propri iscritti». E sono proprio l'Associazione Italiana Medici (Aim) e l'Associazione Italiana Giovani Medici ad esprimere le più forti perplessità su tutta la linea. «L'insofferenza degli iscritti e delle associazioni nei confronti del "caso" Fondazione Omceo siciliani - precisano - sono primariamente e principalmente indirizzate nei confronti delle modalità e nei termini con cui è stata gestita la costituzione di un Ente di diritto privato che espropria le competenze degli Omceo per attribuirle ad un sistema chiuso non accessibile agli iscritti, stante la natura giuridica di tali entità». E aggiungono che «le giovani generazioni di camici bianchi necessitano di supporto in termini di interventi strutturali per aumentare la possibilità di accesso al post-lauream e migliorare la qualità della formazione e non sicuramente di spot o interventi estemporanei e una tantum, quali quelli promessi da una Fondazione di diritto privato». Ma è dopo la fuoriuscita dell'Ordine di Agrigento e di Caltanissetta dalla Fondazione, che le due associazioni ribadiscono che «vengono meno i presupposti per la sussistenza stessa di una Fondazione degli Omceo siciliani. Si auspica che i promotori di questa infelice iniziativa prendano atto dell'evidenza dei fatti e provvedano ad estinguere con effetto immediato la fondazione degli Omceo siciliani».


Rossella Gemma
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