Politica e Sanità

mar132018

Sede Ema, dalla Commissione salute Ue primo sì condizionato ad Amsterdam

La commissione Ambiente-Salute dell'Europarlamento ha annunciato che la scelta di Amsterdam per ospitare l'Agenzia europea del farmaco (Ema) diventa "condizionata". Questo perché il trasferimento è ora "condizionato al rispetto delle tempistiche di consegna delle sedi e di regole che restituiscono un ruolo di primo piano al Parlamento, nella propria funzione di co-legislatore".

È stato così approvato a larga maggioranza il dossier del relatore Giovanni La Via del Ppe, che ha poi commentato: «Il caso Ema non è chiuso». L'Assemblea Ue deve votare il dossier Ema giovedì prossimo. Subito dopo La Via intende chiedere il mandato per negoziare con il Consiglio dei governi le «condizioni» introdotte nel testo. Starà poi al Coreper degli ambasciatori a Bruxelles presso l'Ue valutare se accettare tutto o far partire il «Trilogo» di mediazione tra Consiglio, Europarlamento e Commissione europea. A Strasburgo non è emersa una maggioranza per bocciare la scelta di Amsterdam a vantaggio di Milano, che era stata superata dalla città olandese per sorteggio dopo un ballottaggio alla pari nel Consiglio dei ministri degli Affari generali del 20 novembre scorso a Bruxelles, ma, secondo La Via, «si è avuto un forte sostegno trasversale alla richiesta di evitare ritardi nella consegna delle sedi, temporanea e definitiva, che potrebbero essere rischiosi per l'operatività dell'Ema».

In pratica vengono introdotti obblighi «di tempo e di monitoraggio», che le autorità olandesi e la Commissione europea dovranno rispettare. Le verifiche ad Amsterdam sull'edificio temporaneo Spark e su quello definitivo Vivaldi (ancora da costruire) saranno trimestrali. Sta ora al governo italiano decidere se inserirsi in questo spiraglio, che potrebbe essere usato anche nei ricorsi anti-Amsterdam di Palazzo Chigi e del Comune di Milano alla Corte di giustizia Ue.

«Il voto di ieri in Parlamento europeo, con la previsione di un monitoraggio trimestrale per valutare l'avanzamento dei lavori delle sedi destinate a ospitare l'Ema ad Amsterdam, conferma una priorità: garantire la piena operatività dell'Agenzia a tutela della salute dei cittadini» ha commentato in una nota il senatore di Forza Italia Andrea Mandelli. «In questo senso, continua a pesare l'occasione mancata dall'Italia: Milano rappresentava la soluzione più idonea, capace di consentire subito il trasferimento dell'Ema e la continuità del lavoro. Anche se la strada è strettissima, è doveroso andare fino in fondo a questa partita, così come è importante ribadire un principio: mai più un'Europa che sceglie affidandosi alla sorte e più condivisione delle decisioni», conclude. Nel frattempo anche il mondo delle imprese è intervenuto a sostegno dell'azione del Comune di Milano contro l'assegnazione di Ema, ad Amsterdam. La Camera di Commercio e le Associazioni di rappresentanza del mondo imprenditoriale, tra le quali Assobiomedica, hanno chiesto, infatti, di intervenire in entrambe le cause promosse dal Comune: quella principale, finalizzata a chiedere l'annullamento della decisione del Consiglio dell'Unione Europea, e quella d'urgenza, diretta a chiederne la sospensione.
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