Politica e Sanità

ago32018

Scioperi Mmg, regole confermate. L'ipotesi di accordo con Sisac

Al via le nuove regole sullo sciopero dei medici di famiglia e dei convenzionati per la medicina generale. Somigliano alle vecchie, in vigore da una quindicina d'anno. L'ipotesi di accordo siglata da Sisac con il consenso di tutti i sindacati - Fimmg, Snami, Smi ed Intesa Sindacale- è ora normativa vigente dopo che anche le associazioni di consumatori, con il silenzio-assenso, hanno dato il via libera e soprattutto dopo che la Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero guidata da Giuseppe Santoro Passarelli ha dichiarato la nuova regolamentazione inserita nell'ultimo rinnovo della convenzione della medicina generale "affine" alla precedente e l'ha valutata idonea in tutte le sue parti disponendone la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il Garante nella delibera di valutazione d'idoneità ricorda le misure contenute nel nuovo Accordo nazionale. I sindacati medici devono comunicare in che si concretano le astensioni dal lavoro, da quando a quando durano e le loro motivazioni (art 4c1). L'interlocutore è il ministro del Lavoro in caso di vertenze nazionali, il prefetto per le vertenze regionali, il prefetto del capoluogo di provincia per gli scioperi a livello d'azienda. I sindacati devono poi comunicare l'eventuale revoca dell'astensione da lavoro entro 5 giorni al fine di evitare il cosiddetto "Effetto annuncio'. Devono indicare con precisione i termini e le modalità di svolgimento delle procedure di raffreddamento e conciliazione. E il primo sciopero non può in alcun caso superare la durata massima di 48 ore, mentre le azioni di sciopero successive alla prima non possono superare le 72 ore, che scendono a 24 ore se lo sciopero si effettua a ridosso dei giorni festivi, non potranno superare. Nel caso di proclamazione di scioperi distinti nel tempo, che incidono sugli stessi assistiti va rispettato un intervallo minimo di 48 ore anche ove lo sciopero fosse indetto per altri motivi da altre organizzazioni sindacali. Non si può fare sciopero nel mese di agosto e nei 5 giorni che precedono e seguono le elezioni europee, nazionali e referendarie. Inoltre, non si può scioperare dal 27 dicembre al 7 gennaio e dal giovedì antecedente la Pasqua al martedì successivo, vanno individuate delle prestazioni indispensabili da garantire durante lo sciopero. Per capire quali, va intanto premesso che l'accordo interessa assistenza primaria, continuità assistenziale, emergenza sanitaria territoriale-118, medicina dei servizi ed assistenza negli istituti penitenziari una volta che il settore sarà istituito, con le prossime trattative. Il medico di assistenza primaria deve garantire le visite domiciliari, avuto riguardo alle condizioni cliniche e alle possibilità di spostamento del paziente, l'assistenza domiciliare integrata, quella programmata ai malati terminali e le prestazioni definite indispensabili negli accordi regionali; devono essere garantite la continuità assistenziale e l'emergenza territoriale più l'assistenza domiciliare integrata e programmata dai medici di guardia, le prestazioni nei Sert tossicodipendenze, igiene mentale, medicina fiscale, igiene pubblica da parte dei medici dei servizi, l'assistenza urgente/non procrastinabile negli istituti penitenziari e la presenza nei processi per direttissima o ad imputati detenuti e le uscite per gravi motivi di sicurezza. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore dell'accordo vanno stabiliti per le convenzioni diverse dall'assistenza primaria i contingenti da esonerare dalla partecipazione ad eventuali scioperi di categoria. In occasione degli scioperi, le regioni individuano i nominativi dei medici contingentati, li chiamano e se il medico è determinato a scioperare può esprimere l'adesione e chiedere di essere sostituito.

"In ogni caso per le prestazioni indispensabili relative alla continuità assistenziale e all'emergenza territoriale va mantenuto in servizio il personale convenzionato normalmente impiegato nel turno in cui è effettuato lo sciopero (contingente pieno)". Se non iscritto alla sigla che ha indetto lo sciopero, il medico è tenuto a comunicare l'adesione entro le 24 ore precedenti all'inizio dell'astensione dal lavoro. La Commissione di Garanzia chiede entro la fine del 2018 di allineare le regole sulle comunicazioni anche per quanto riguarda i pediatri convenzionati.
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