Politica e Sanità

feb152021

Ristori, linea anti-Covid e Recovery Plan, i dossier nelle mani di Draghi

Diritto alla salute, diritto dei giovani italiani a un futuro sereno, diritto dei loro genitori-lavoratori a transizioni sostenibili: sono i nodi che attendono soluzioni dal governo Draghi, che ha giurato al Quirinale e deve chiedere la fiducia in Senato -domani l'atteso discorso - e quindi alla Camera. Tanto è il lavoro che attende la squadra completata dall'arrivo del sottosegretario alla presidenza del consiglio - il magistrato Roberto Garofoli - e guidata oltre che da Draghi dal portafoglio nelle mani del ministro dell'economia Daniele Franco, Dg uscente della Banca d'Italia. Per la sanità, è piaciuto il lavoro svolto da Roberto Speranza (Leu), riconfermato, ma la gestione dei contratti del personale cambia volto con il ritorno di Renato Brunetta, già 20 anni fa ministro della Funzione pubblica ed artefice di una riforma ricordata. Al vertice del ministero dell'Università i medici trovano la collega Cristina Messa rettrice di Milano Bicocca mentre allo Sviluppo c'è un politico, il leghista Giancarlo Giorgetti. Infine, bisognerà familiarizzare con i ministri delle "transizioni", che avranno un ruolo chiave nel realizzare il Recovery Plan: Vittorio Colao al digitale e Roberto Cingolani all'ecologia. Il primo nodo pratico è la nomina del team dei sottosegretari. Anche qui si profila un mix tra esponenti politici e tecnici come avvenuto per i ministri. Poi gli altri nodi.

Misure anti-Covid - Si deve decidere se prorogare al 5 marzo il divieto di spostarsi tra regioni, che scade il 25/2; in tempi brevi si decide anche se confermare il commissario all'emergenza uscente Domenico Arcuri. Possibile la revisione del decreto ristori: il comitato tecnico scientifico ha deciso lo stop agli impianti sciistici fino al 5 marzo, ma le categorie interessate dallo stop vanno messe in sicurezza. Quale che sia la decisione da portare alle camere, aperturista o prudenziale, non potrà prescindere da un'accelerazione del piano vaccini per raggiungere l'immunità di gregge al più presto. A livello scuola si parla infine di prolungare tutto giugno le lezioni e di ripartire con settembre e una decisione va presa quanto prima.

I ristori inattivati - Tra le misure che vanno prese, anche dai singoli ministeri, enorme rilievo hanno i decreti attuativi non ancora emanati a seguito dei 35 decreti legge prodotti dal governo Conte da febbraio 2020, inizio dell'emergenza, ad oggi. L'Ufficio per il Programma di governo ne ha censiti 156 non ancora realizzati su 310 totali ai quali le leggi citate fanno riferimento. Serve un impegno del governo per attivare al più presto norme come: la ripartizione del Fondo ristori per le categorie di artisti prevista dal Decreto Rilancio 34/2020, il riparto del Fondo per il trasporto marittimo (legge 126/2020, che attende 44 provvedimenti sospesi), del Fondo per l'acquisizione di dispositivi di protezione individuale nelle residenze socio assistenziali (legge 176/2020, che ha visto approvato solo un terzo dei decreti attuativi, 7 su 21) e dei ristori per i giovani imprenditori agricoli (decreto semplificazioni convertito in legge 120 a settembre).

Il Recovery plan - Sul Piano nazionale di ripresa e resilienza ci si attende una massiccia revisione del lavoro svolto dal governo Conte con più fondi alla sanità e meno a pioggia. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, innescando la crisi conclusa dall'insediamento di Draghi, ha sottolineato che il debito sottoscritto con l'Unione europea va reso sostenibile per le future generazioni, e puntato su capitoli dove può rendere, più per sostenere investimenti che su spese vive. Altro nodo da sciogliere è se aderire al Fondo Salvastati-Mes, profilato tra l'altro sugli interventi sanitari, che offre condizioni buone ma con un rapporto più immediato con i paesi "prestatori". Dal parlamento dovranno passare sia il lato Sanità del Recovery Plan sia la digitalizzazione di fisco, pubblica amministrazione e giustizia. In ambito europeo la linea Draghi chiede di integrare le politiche di bilancio e, dopo l'esperimento del Recovery Fund, scommetterebbe su Eurobond permanenti.

Il lavoro - A fine marzo scade poi il blocco dei licenziamenti e c'è molta attesa tra i lavoratori di quanto può succedere dopo, specie nei settori dove per primi potrà essere rimosso. Secondo i sindacati, le tutele vanno mantenute fino ad una riforma degli ammortizzatori sociali. Altro temutissimo sblocco, quello delle cartelle esattoriali sospese da un anno per via dell'emergenza pandemica. Alitalia, Ilva, Autostrade, Alta velocità altri dossier aperti e scottanti sul tavolo del premier: una trattativa fallita vorrebbe dire povertà per migliaia di famiglie.
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