Politica e Sanità

mag162018

Rimborsi ex specializzandi, l'esperto: la prescrizione del diritto a ricorrere scade nel 2021

Il diritto degli ex specializzandi italiani a ricorrere per avere la borsa di studio mai o mal pagata tra il 1978 e il 2006 non sarebbe prescritto da nove anni né da sei mesi né sarebbe infinito. Si estinguerebbe nel 2021, perché dieci anni prima la giurisprudenza italiana avrebbe fornito loro tutte le armi per esercitare le proprie istanze. Lo afferma un parere legale del Professor Sergio Di Amato, che è stato fino ai primi di febbraio presidente della III Sezione della Corte di Cassazione -quella che ha emesso un cospicuo numero di sentenze sugli ex specializzandi - e si potrebbe qualificare come massimo esperto in materia. Al momento, in particolare per gli immatricolati ai corsi tra il 1978 e il 1991 molte sentenze fissano la prescrizione al 2009. Per quelle sentenze il diritto ad adire il giudice ordinario per essere risarciti con la borsa è scaduto 9 anni fa. Infatti, nel '99 la legge 370 fissò un risarcimento per tutti i ricorrenti e dal 27 ottobre 1999 -data di entrata in vigore- il medico aveva 10 anni di tempo per ricorrere. Per altre sentenze invece l'inadempimento dello stato è cessato nel 2007 quando sono state recepite le nuove direttive europee (e a seguito di esse il nuovo contratto specializzandi da 11 mila euro annui) sicché la scadenza per esercitare il diritto è stata spostata al 2 novembre dello scorso anno. Nella recente sentenza del 24 gennaio scorso invece la Corte di Giustizia dell'Unione Europea appare orientata a non far finire la prescrizione finché il parlamento italiano non chiarirà che devono essere risarciti tutti gli ex specializzandi e non soltanto chi ha fatto ricorso. Un progetto di legge in tal senso a prima firma dell'Onorevole Piero Aiello è tramontato con la legislatura appena chiusa.

Il parere in esame si pone a mezza strada: afferma che il diritto a ricorrere degli ex specializzandi non è ancora prescritto ma la prescrizione decorre dal 2011 e ogni scenario si chiuderà a maggio 2021. Secondo Di Amato, «in assenza di sentenze e normative chiare ed univoche sulla posizione dei medici immatricolati dal 1978 in poi, non si è formata la certezza del diritto necessaria per il decorso della prescrizione (...) La situazione di grave incertezza, oltre che allo Stato legislatore, che ha pervicacemente disatteso i suoi obblighi anche quando ha emanato leggi espressamente definite di adempimento, è riconducibile ai tempi occorsi alla giurisprudenza nazionale per pervenire ad una definizione del rimedio ed anche all'Avvocatura dello Stato, anch'essa tenuta all'obbligo di leale collaborazione, la quale ha sollevato eccezioni di ogni tipo. Solo dal 2011 lo Stato, attraverso l'elaborazione giurisprudenziale, ha messo a disposizione dei soggetti lesi dal suo inadempimento un sufficientemente certo e perciò effettivo rimedio giurisdizionale e può, quindi, iniziare a decorrere la prescrizione decennale».

Che è successo nel 2011? Lo spiega Marco Tortorella avvocato del pool Consulcesi. «In assenza di una legge o di una direttiva cui lo stato italiano si adegui la Corte Ue individua come fonte del diritto, una volta noto al cittadino e all'avente diritto, il quadro disegnato dalle sentenze giurisprudenziali. Si chiama principio di produzione giurisprudenziale, le sentenze non sono leggi ma producono ambiti in cui si può esercitare il diritto. Nell'ambito dell'evoluzione travagliatissima della questione -continua Tortorella- la funzione suppletiva della Magistratura ci ha chiarito che cosa fare nelle sentenze tra il 2005 e il 2011. Nel 2005 è stato detto che il ricorso andava fatto non al Tar ma al giudice ordinario; nel 2009 è stato chiarito che si tratta di un'azione per responsabilità contrattuale dello stato italiano e dunque decorre una prescrizione decennale per esercitare il diritto alla borsa; nel 2011 si è concluso questo iter e la sentenza 1831 della III sezione di cassazione ha chiarito contro chi ci si deve rivolgere per il risarcimento - la Presidenza del consiglio dei Ministri - e chi ha diritto, ad esempio non è necessario dimostrare di aver frequentato solo il corso di specialità senza aver fatto nessun'altra prestazione. Nel maggio 2011 il medico ha avuto il quadro completo ed è stato messo in grado di esercitare i suoi diritti anche senza una legge, da lì decorre la nuova prescrizione decennale secondo il parere». E per la classe specializzandi 1993-06, che ebbero la borsa ma non i contributi e l'assicurazione? «Il quadro a mio modo di vedere per loro non è tuttora chiaro e seguendo lo stesso principio la prescrizione non sembra star decorrendo; mal che vada, non sembrano esserci più elementi di quelli a disposizione della classe 78-91 da maggio 2011 e in tal caso potranno ricorrere fino ai primi mesi del 2021».


Mauro Miserendino
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