Politica e Sanità

dic52018

Ricerca, Cattaneo: dal Governo attenzione solo alle nomine

«Ad oggi la principale preoccupazione del Governo nei confronti del mondo della ricerca sembra essere legata a questioni che riguardano nomine, ruoli e posizioni dirigenziali»: così la senatrice Elena Cattaneo ha commentato le decisioni del governo sulla ricerca, dalla revoca di Roberto Battiston alla presidenza dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) all'azzeramento del Consiglio Superiore di Sanità, alle dimissioni del Comitato di esperti incaricato di preparare il bando per la nomina del prossimo presidente dell'Asi. «Pur senza entrare nel merito della inedita scelta del ministro Grillo di azzerare in blocco il Consiglio Superiore di Sanità e, prima ancora, del ministro Bussetti di rimuovere il presidente dell'Asi, gesto seguito dalle dimissioni dei membri (4 su 5) del Comitato di esperti Miur, presentate pur di non piegarsi a riscritture di bandi di selezione per competenze costruiti secondo i desiderata ministeriali - non si può non osservare» ha detto la senatrice Elena Cattaneo «come a tanto coraggio, determinazione e volontà di innovare sulle nomine, corrisponda il pressoché totale silenzio, e soprattutto il disinvestimento, sul fronte delle politiche e delle risorse per la ricerca».

Ricordando i circa 400 milioni stanziati lo scorso anno per i bandi competitivi per tutta la ricerca pubblica di base, Cattaneo rileva che «oggi non c'é che il deserto e nessuna rassicurazione circa nuovi bandi e nuove risorse per Prin e Firb. Alle parole, pur belle, che ho ascoltato, da parte del Presidente Conte nell'intervento in occasione dei 95 anni del Cnr, non seguono i fatti», al punto che «la ricerca, oggi, rischia di non avere un futuro in Italia». Forte della sua esperienza di ricercatrice, Elena Cattaneo osserva che «le idee sono la linfa di un Paese che vuole innovarsi e restare competitivo. Ma davvero - si chiede - per questo Governo la ricerca si esaurisce nell'occupazione di ruoli dirigenziali? Che ne è stato del progetto di istituire una agenzia della ricerca, che risponderebbe in modo strutturale a coloro, anche scienziati, che pensano di poter stabilire rapporti preferenziali con governi d'ogni colore?». Per Cattaneo «sarebbe forse più saggio, approfittando dei moniti della Commissione europea, ripensare alle poste di bilancio della manovra investendo in voci - come quelle della ricerca pubblica - che rappresentano un investimento certo e incontrovertibile per il futuro del Paese».
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