Politica e Sanità

lug122018

Rapporto Osmed, farmaci cardiovascolari i più consumati

Medicinali per il sistema cardiovascolare, per apparato digerente e metabolismo e per sangue e organi emopoietici si spartiscono, nell'ordine, il podio dei consumi in Italia. Una classifica inevitabilmente diversa da quella dell'impatto sulla spesa farmaceutica pubblica, guidata da antineoplastici e immunomodulatori.

Lo dice il Rapporto sull'uso dei farmaci in Italia presentato a Roma dall'Aifa, secondo il quale nel 2017 sono state consumate 1.708,2 dosi al giorno di medicinali ogni 1000 abitanti, tra il 66,2% erogato a carico del Ssn e il 33,8% acquistato privatamente (classe A, classe C con ricetta e automedicazione). Quasi 2 miliardi di confezioni sono state dispensate dall'assistenza territoriale complessiva, pubblica e privata, mentre il consumo in regime di assistenza convenzionata è stato di 972,7 ddd/1000 abitanti die e quello ospedaliero si è attestato a 158,7 ddd/1000 abitanti die.

I medicinali più consumati, con 484,2 ddd/1000 abitanti die, agiscono sul sistema cardiovascolare, a cominciare, nell'ordine, da ACE-inibitori, sartani, statine, calcio-antagonisti diidropiridinici e beta bloccanti selettivi. La categoria è al secondo posto in termini di spesa a carico del Servizio sanitario nazionale (comprensiva dei farmaci in assistenza convenzionata e di quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche): 3.548 milioni di euro nel 2017, 58,56 euro pro capite. Al secondo posto dei consumi troviamo i farmaci per apparato gastrointestinale e metabolismo, 183 ddd/1000 abitanti die, soprattutto inibitori della pompa protonica, che invece sono al quarto posto per la spesa farmaceutica pubblica (2.750 milioni di euro, cioè 45,38 euro pro capite).

I farmaci del sangue e organi emopoietici, con 125,4 ddd/1000 abitanti die, sono al terzo posto dei consumi, ma al quinto per la spesa pubblica: 2.068 milioni di euro, 34,13 procapite. I più utilizzati della categoria sono gli antiaggreganti piastrinici esclusa l'eparina, che è però la più costosa. Seguono i farmaci del Sistema Nervoso Centrale, al quarto posto per consumi con 86 ddd/1000 abitanti die, a cominciare dagli antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), ma al sesto per spesa pubblica con 30,80 euro pro capite. Il quintetto di testa per consumi è chiuso dai farmaci dell'apparato respiratorio, con 43,6 ddd/1000 abitanti die, che sono invece al settimo per spesa pubblica con 18,40 euro pro capite. I più diffusi sono gli adrenergici e gli altri antiasmatici.

Come detto, antineoplastici e immunomodulatori, che per consumi sono al dodicesimo posto con 83,57 ddd/1000 abitanti die, sono la categoria di farmaci che assorbe la quota maggiore di spesa farmaceutica pubblica: 5.063 milioni di euro nel 2017, con una spesa pro capite a carico del Ssn pari a 83,57 euro. L'Aifa spiega che un calo dei prezzi e un leggero spostamento delle prescrizioni verso specialità meno costose, controbilanciati però da un aumento dei consumi, hanno lasciato stabile la spesa per l'assistenza convenzionata nel 2017 (-0,2%), dove al primo posto troviamo gli inibitori dell'aromatasi e della calcineurina. Nel 2017 sono però aumentati sia spesa che consumi per quanto riguarda gli acquisti delle strutture sanitarie pubbliche, con gli anticorpi monoclonali che hanno assorbito le maggiori risorse, seguiti dagli inibitori della proteina chinasi e dagli inibitori del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa).

Elvio Pasca
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