Politica e Sanità

nov142017

Rapporto Meridiano Sanità, in Italia aspettativa di vita alta ma scarsità di risorse economiche preoccupa

Sullo stato di salute della popolazione, l'Italia è tra i primi paesi europei, seconda solo a Svezia e Spagna. Se poi si parla di aspettative di vita alla nascita, il nostro paese è primo in Europa e secondo al mondo dopo il Giappone. Ma se è vero che la salute della popolazione è buona e l'aspettativa di vita è aumentata, il nostro paese in futuro potrebbe non riuscire a garantire le performance registrate fino ad oggi. In Italia, infatti, si invecchia presto e male. Occorre intervenire subito sul sistema sanitario nazionale per combattere i principali fattori di rischio che mettono a repentaglio la salute dei più piccoli quali obesità e un modello di vita sedentario per garantire un buono stato di salute agli adulti di domani. È questa la fotografia del nostro paese secondo il XII Rapporto Meridiano Sanità presentato a Roma, che misura la salute deli italiani e il funzionamento del nostro sistema sanitario. Se infatti dall'analisi dei key performance indicator analizzati, quali aspettativa di vita alla nascita, tasso di prevalenza per patologie croniche ad alto impatto, fattori di rischio per adulti, tasso di mortalità infantile e generale, parlano di uno tra i paesi più "sani" d'Europa, i dati sui fattori di rischio per la salute dei bambini, le aspettative di vita in buona salute a 50 anni e le disabilità lanciano primi campanelli d'allarme. In Italia solo 8,3 ragazzi su 100, al di sotto dei 15 anni, pratica un'attività fisica considerata moderata, mentre il 35% dei giovanissimi ha un problema di peso o addirittura di obesità. Quanto poi all'aumento dell'aspettativa di vita, pari a 82,8 anni, ha portato ad un aumento della popolazione anziana che raggiungerà il 34% della popolazione totale entro il 2050. Tuttavia, sottolinea il rapporto, "l'invecchiamento della popolazione porta con se il peso di patologie non trasmissibili e croniche, che provocano l'86% degli anni di vita perduti per disabilità e morte prematura (Daly), complessivamente pari a 16,3 milioni di anni". Tra i fattori che metterebbero maggiormente a rischio la sostenibilità dell'attuale livello di salute nel nostro paese ci sono la capacità di risposta del sistema sanitario nazionale ai nuovi bisogni di salute che stanno emergendo, alcuni casi di inappropriatezza delle prescrizioni e il livello delle risorse economiche a disposizione della sanità. Una delle aree più critiche è considerata quella delle coperture vaccinali che, fino ad oggi, sono state molto al di sotto delle soglie indicate dall'Oms per garantire l'immunità di gregge, ovvero il target ottimale del 95% della popolazione vaccinata. Meridiano Sanità sottolinea, tra i fattori di criticità che possono contribuire al potenziale deterioramento dello stato di salute della popolazione anche il ritardo registrato nell'accesso all'innovazione terapeutica (in Italia il tempo medio impiegato tra l'approvazione e la prima commercializzazione di un farmaco è 5 volte superiore a quello della Germania) e i tassi di informatizzazione e di accesso ai servizi informativi per la sanità lontani dalla media europea.

Nel nostro paese solo il 10% dei cittadini utilizza l'e-booking per prestazioni sanitarie, contro una media europea del 19%, il 9,2% dei medici utilizza lo strumento dell'e-prescription contro una media europea del 38,5%, e solo il 31,2% delle strutture sanitarie ricorre al fascicolo sanitario elettronico contro una media europea del 47,6%. C'è poi l'allarme della crescente presenza di batteri resistenti agli antibiotici che, nel 2016, ha avuto un costo aggiuntivo per le casse del SSN stimato in 319 milioni di euro. Infine le risorse economiche destinate alla sanità Italiana sono inferiori rispetto alla media europea e l'incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil non solo è in calo, ma è destinata a diminuire, secondo le stime del MEF, di 0,3 punti percentuali tra il 2017 e il 2020. Infine continua ad essere registrato un forte divario a livello territoriale riguardante lo stato di salute della popolazione e la capacità delle regioni di preservarlo nel lungo periodo. In cima alla lista delle più virtuose, da questo punto di vista, ci sono le province autonome di Bolzano e Trento, ultime invece la Campania e la Calabria. Tra le proposte di Meridiano Sanità per invertire il trend in crescita dei fattori di rischio per la sanità nazionale ci sono: campagne per l'immunizzazione e prevenzione vaccinale, un più attivo lavoro di prevenzione e gestione delle malattie croniche, per finire con un aumento degli investimenti nella ricerca clinica e sui nuovi strumenti di sanità digitale.
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