Politica e Sanità

mag162018

Rapporto Annuale Istat, sanità a due velocità. Uno su 4 "emigra" per curarsi

tags: Istat
La sanità italiana si conferma a due velocità: un Centro-Nord con strutture di eccellenza e più
Dipartimenti di emergenza, e un Sud da dove spesso si "emigra" proprio al Nord per curarsi. Il Rapporto annuale 2018 dell'Istat fotografa una situazione eterogenea, a partire dai posti letto: nel 2015 la media nazionale è scesa a 3,6 posti per mille abitanti (erano 3,9 nel 2010), ma la maggior parte delle Regioni del Nord ha una dotazione superiore alla soglia, con l'eccezione di Liguria e Veneto (3,6 per entrambe). Per contro, il Molise è l'unica regione meridionale con una
dotazione elevata di posti letto per abitante (4,5 per mille). La mobilità ospedaliera, seppur legata a diverse motivazioni (presenza dell'assistito in regioni diverse da quella di residenza per motivi di studio o lavoro, vicinanza geografica con strutture di altre regioni), è spesso dovuta all'assenza di un'offerta di strutture ospedaliere o reparti di alta specializzazione, che sono concentrate prevalentemente al Centro-nord; questa evidenza aiuta a spiegare in parte la forte mobilità in uscita dal Mezzogiorno. Le regioni con la quota più elevata di mobilità in uscita sono Molise, Basilicata e Calabria (rispettivamente il 26,7, il 23,7 e il 21,2% dei ricoveri dei residenti nel 2016); le stesse regioni hanno la percentuale più bassa di cittadini soddisfatti per
l'assistenza medica ospedaliera ricevuta nel luogo di residenza (il 25,6, il 12,6 e il 21,1% rispettivamente). Mentre le regioni più attrattive per l'assistenza ospedaliera sono la
Lombardia e l'Emilia-Romagna, le quali effettuano, rispettivamente, 3,0 e 2,4 ricoveri in entrata per ogni ricovero in uscita. Al contrario, Sicilia e Campania hanno un saldo negativo ed effettuano 0,4 ricoveri in entrata per ogni ricovero in uscita. Dai dati Istat emerge anche come nel 2016 il 47,1% della spesa sanitaria pubblica è destinato alle prestazioni ospedaliere, il 20,3% all'assistenza ambulatoriale, il 15,8% all'assistenza farmaceutica e altri presidi medici, il 10,2% all'assistenza di lungo periodo. L'assistenza territoriale assorbe il 30,7% della spesa sanitaria pubblica. Questa è destinata per il 18,3% a funzioni di cura e riabilitazione, per l'8,2% a servizi di laboratorio di analisi, diagnostica per immagini, trasporto di pazienti o soccorso di emergenza e per il 4,2% a prestazioni di assistenza di lungodegenza. Per quel che riguarda, infine, gli ospedali pubblici, sono diffusi sul territorio ma i dipartimenti di emergenza di secondo livello sono garantiti solo dalla metà delle Asl. In Italia operano 1.344 strutture ospedaliere del Ssn, per un totale di 217 mila posti letto, per l'83,9% destinati alla cura di patologie acute, per circa il 12% alla riabilitazione, e il rimanente alla lungodegenza.
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community