Politica e Sanità

mar172017

Pubblico impiego, Anaao: inaccettabili norme su precariato e taglio retribuzioni

Il sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed boccia il testo unico sul pubblico impiego appena trasmesso dalla Presidenza del Consiglio alle Regioni per il parere.  E preannuncia il ricorso ai giudici amministrativi per eccesso di delega oltre che la segnalazione dell'inaccettabilità delle norme in esso contenute al Consiglio di Stato. Il testo prevede che le Pubbliche amministrazioni (e gli enti del Servizio sanitario nazionale) possano prorogare a tutto ottobre
2018 i rapporti di lavoro flessibile con i medici, i tecnici e gli infermieri da stabilizzare, nei limiti delle risorse utilizzabili per le assunzioni a tempo indeterminato. La misura si pone come alternativa ad altre più "decisive" contro il precariato come la chance di assumere a tempo indeterminato nel triennio 2018-2020 personale già selezionato in concorsi o a tempo determinato o con 3 anni di attività presso la stessa amministrazione negli ultimi 8. Il testo unico inoltre proroga a tutto il 2018 i termini per indire le procedure per i concorsi straordinari e a tutto il 2019 i termini per la conclusione di tali procedure. «Le disposizioni proposte non risolvono in alcun modo la piaga poliennale del precariato del pubblico impiego, oltre che di quello sanitario», si legge nel comunicato del sindacato guidato da Costantino Troise.  «Altrettanto inaccettabile la perdita della retribuzione di anzianità dei medici e dirigenti sanitari cessati dal
2016 ed il blocco delle risorse accessorie». E qui va aperta una parentesi. E' vero che il Testo unico crea un'area contrattuale ad hoc per la dirigenza del ruolo sanitario, ma proprio sulla parte di retribuzione accessoria dei dirigenti, la bozza del governo va a proporre «la "progressiva armonizzazione dei trattamenti del personale dirigenziale e non dirigenziale, attraverso la "graduale convergenza dei medesimi trattamenti", mediante la "differenziata distribuzione" 
delle risorse. In altre parole - dettaglia Anaao - si propone una distribuzione "rovesciata" delle risorse, peraltro esigue, a dispetto del merito, dichiarando esplicitamente di voler umiliare la dirigenza medica e sanitaria. E ribaltando le logiche e le norme che regolano la retribuzione del lavoro sia in area pubblica che privata».

Mauro Miserendino


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