Politica e Sanità

dic62018

Pubblicità sanitaria, via controllo preventivo sui messaggi degli iscritti

Svincolare la prestazione sanitaria dal codice del consumo; ripristinare il controllo, a posteriori, degli ordini sui messaggi pubblicitari degli iscritti, introducendo un silenzio/assenso entro 60 giorni; affidare al Garante delle comunicazioni e non all'Antitrust la valutazione dei messaggi in seconda battuta. Tutto a oneri zero per lo stato: sono i punti dell'emendamento nella manovra proposto dall'onorevole Rossana Boldi odontoiatra della Lega Nord, che riaccendono il conflitto tra Ordini e società operanti in sanità. L'emendamento 41.018 è stato per il momento recepito con una modifica: rispetto al testo originale non si prevede più il controllo preventivo dell'Ordine. Le comunicazioni di strutture private di cura ed iscritti agli Ordini dovranno contenere solo "informazioni funzionali all'oggetto di garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari (tariffe, titoli, servizi offerti ndr) escludendo ogni elemento promozionale o suggestionale nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona ed al suo diritto ad una corretta informazione sanitaria". In caso di violazioni gli Ordini, anche su input delle Federazioni, procederanno in via disciplinare verso i professionisti o le società di professionisti iscritti e li segnaleranno al Garante delle comunicazioni -non all'Antitrust-per eventuali sanzioni.

Accanto all'emendamento, sempre a firma Boldi, viaggia in senato un progetto di legge che specifica analoghi concetti. Un ritorno al passato, quando la Fnom fu oggetto di una proposta di sanzione dell'Antitrust, negata dal Consiglio di Stato per decorrenza dei termini di prescrizione? Per Raffaele Iandolo presidente della Commissione Albo Odontoiatri Fnomceo, soddisfatto del tratto di strada percorso fin qui («finalmente la politica ha compreso l'importanza di analizzare la pubblicità dal punto di vista dei cittadini») ci sono sostanziali differenze rispetto al 2006 e ai tempi della legge Bersani. «Noi non parliamo di tariffe ma di un pericolo impellente per i cittadini italiani, al punto da aver chiesto che la prestazione sanitaria sia svincolata dal codice del consumo. Finché vi resta legata, si consentono forme di pubblicità iperboliche, e difatti abbiamo sui prodotti commerciali pareri antitrust che premiano la pubblicità iperbolica. Ma premiare chi la spara più grossa in questa materia è una sciagura, crea decessi, è una posizione condivisa non solo da noi ordinisti». Per Iandolo l'emendamento Boldi risolve un problema «ai pazienti, non ai dentisti. Noi vogliamo che il paziente scelga il professionista in base ad informazioni trasparenti e veritiere, come dice la Bersani. Oggi non c'è questa garanzia. Anzi, ho selezionato almeno 10 pareri antitrust che ma vanno nella direzione di premiare i messaggi che puntano sulla tariffa bassa».

Il Presidente Nazionale Cao ribadisce che gli Ordini non "battono" sui contenuti delle tariffe, «ma vogliamo che i messaggi non giochino sul prezzo delle prestazioni e siano giudicati in base all'ordinamento italiano anziché premiando chi la dice più grossa. La prestazione sanitaria non è una normale prestazione commerciale, il paziente va tutelato non a colpi di sconti ma colmando il gap informativo che lo penalizza nei confronti di chi lo cura. Ne consegue che i messaggi promozionali in sanità non vanno controllati da chi verifica la promozione dei messaggi commerciali ma da un soggetto in grado di filtrare contenuti e retroscena di una promozione attinente la salute, e tale è il compito naturalmente agganciato all'essenza degli ordini professionali». Peraltro, il potere disciplinare degli Omceo -non più preventivo- sui messaggi «non configura un ritorno allo status ante 2006, tant'è vero che la verifica sul messaggio pubblicitario può avere un secondo livello di giudizio presso il Garante delle comunicazioni, penso soprattutto ai messaggi su web per cui l'ordine provinciale può non essere in grado di entrare nel merito delle verifiche». L'Agcom al posto dell'Antitrust? «Non trattandosi di pubblicità comparativa, siamo fuori dai compiti dell'Antitrust che invece giudica in base alle regole vigenti per i prodotti commerciali. Si tratta -aggiunge Iandolo- di applicare norme in gran parte esistenti - legge Bersani e direttive europee - che già danno dei paletti sui contenuti dei messaggi, il problema del nostro paese è oggi l'acritica omologazione dei messaggi di pubblicità sanitaria ai messaggi commerciali. Se non si svincolano i due ambiti i pazienti avranno problemi seri, com'è avvenuto sui vaccini dove sentiamo le spiegazioni tv "scientifiche" di presentatori e soubrette, bypassando politica e scienza».

Infine, l'emendamento Boldi chiede a tutte le strutture di dotarsi di Direttore sanitario iscritto all'Albo ove hanno sede operativa entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge. Si parla di soli dentisti o pure di medici? «Se la clausola che impone un direttore sanitario a struttura fosse estesa a tutte le strutture forse sarebbe meglio -riflette Iandolo- ma qui si fa riferimento alla legge sulla concorrenza 124/17 che limita il rapporto un direttore sanitario/una struttura all'odontoiatria».


Mauro Miserendino
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