Politica e Sanità

mag292022

Prevenzione tumore polmonare, che cosa si sta facendo e cosa si intende fare in Italia e in Europa

Nel 2020 in Italia sono state stimate circa 41.000 nuove diagnosi di cancro del polmone (27.550 uomini e 13.300 donne). In sei anni (2015-2021) il tasso di mortalità è diminuito del 15,6% negli uomini ed è aumentato del 5% nelle donne. Le analisi epidemiologiche ci consegnano quindi una nuova fotografia della patologia, che sta diventando sempre più femminile. Non meno preoccupanti i dati di sopravvivenza a 5 anni, pari al 16% negli uomini e al 23% nelle donne. Sono solo alcuni dei dati emersi nel corso della presentazione del manifesto "PolmoniAMO", realizzato da un gruppo di esperti insieme a Edra con il contributo non condizionante di AstraZeneca. Il manifesto rappresenta una 'call to action' - rivolta a sensibilizzare la popolazione generale, gli stakeholder ma soprattutto le Istituzioni - a inserire nei Lea lo screening mediante Tc spirale per i forti fumatori over 55, esame che con maggiore frequenza può permettere l'individuazione del tumore in fase precoce, rendendolo quindi rapidamente aggredibile in modo mininvasivo e risolutivo. Le prove scientifiche sono state prodotte in modo ampio e inequivocabile. Ora la parola passa ai decisori politici.

«Il consumo di prodotti di tabacco, in particolare il fumo, rappresenta il principale singolo fattore di rischio essendo associato all'insorgenza di circa un tumore su tre e a ben 17 tipi/sedi di neoplasia, oltre al cancro del polmone» sottolinea Daniela Galeone, della direzione generale Prevenzione sanitaria del ministero della Salute. «Il Piano nazionale della prevenzione 2020-2025 investe fortemente nella prevenzione dei tumori, sia attraverso azioni intersettoriali di promozione della salute (sana alimentazione, attività fisica, astensione dall'uso di sigarette e di altri prodotti del tabacco e dal consumo dannoso e rischioso di alcol), sia attraverso il miglioramento della partecipazione agli screening oncologici erogati dal Servizio sanitario nazionale, la cui offerta e adesione può essere considerata un fattore protettivo per la mortalità e morbilità dovuta alle tre patologie oncologiche attualmente oggetto di screening (carcinoma della cervice uterina, mammario e del colon retto). È molto importante anche aumentare l'offerta di interventi per la cessazione dal consumo di tabacco, sorvegliando la comparsa eventuale di sintomi negli ex fumatori considerando i tempi di latenza tra esposizione e insorgenza di cancro fumo-correlato. La prevenzione e la diagnosi precoce sono dunque nodi cruciali». Il Programma Risp - attivato grazie al DM 8 novembre 2021 - è finalizzato a sperimentare un intervento di prevenzione e monitoraggio del tumore del polmone con Tc spirale, per valutare la fattibilità di programmi personalizzati di diagnosi precoce in popolazioni ad alto rischio nel contesto italiano.«Fondamentale nel Programma Risp sarà l'attività di supporto alla cessazione dal tabagismo offerta attivamente a tutti i soggetti reclutati e monitorata negli esiti» aggiunge Galeone.«È inoltre tuttora in corso un progetto del programma Ccm2019 'Progetto Pilota di un programma di screening per il tumore polmonare integrato con la cessazione del fumo: percorsi, selezione dei soggetti e protocolli diagnostici, in vista di una valutazione HTA', coordinato dalla Regione Toscana attraverso l'Istituto per lo studio, la prevenzione e la Rete oncologica - Ispro, presso il quale è inoltre operativo l'Osservatorio nazionale screening (Ons). Il raccordo tra le due iniziative rappresenta un valore aggiunto per una valutazione degli esiti dei due studi al fine dell'individuazione di un eventuale modello di screening organizzato di popolazione».

«Inserire nel Piano nazionale della prevenzione 2020-2025 il riferimento alla prevenzione del cancro al polmone sarebbe quanto mai importante anche per il numero di vittime che ogni anno la neoplasia miete nel nostro Paese. Entro il 2022 la Commissione europea presenterà una proposta per aggiornare la raccomandazione del Consiglio d'Europa sullo screening dei tumori, proprio per garantire maggior corrispondenza con i più recenti dati scientifici» afferma Elena Carnevali, membro della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati. «Si valuterà la possibilità di applicare lo screening mirato non soltanto al carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colon-retto, ma anche a quello prostatico, polmonare e gastrico. Il momento non potrebbe esser più propizio per invocare maggiore attenzione verso il cancro al polmone. L'individuazione precoce della malattia attraverso lo screening,in via sperimentale e di studio nel nostro ordinamento, rappresenta un esempio dell'importanza della prevenzione secondaria che, insieme alla lotta contro il fumo, determina vite risparmiate, più qualità della vita ed efficacia nei percorsi di cura, oltre alla sostenibilità dei sistemi sanitari del domani». Fondamentale infine, avvisa Galeone, è un'azione complessiva delle forze governative e parlamentari sui nuovi prodotti a base di tabacco e nicotina, e non considerare solo l'aspetto economico che può favorire un loro accesso al mercato.Nonostante si mettano in atto molte opere di prevenzione, sostiene Galeone, di fronte al moltiplicarsi delle sigarette elettroniche o di prodotti di questo tipo, il ministero della Salute non ce la può fare.
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>


chiudi