Politica e Sanità

lug292021

Piano scuola, a settembre si torna in presenza con vaccini fortemente raccomandati. La prossima settimana le misure

A settembre studenti e professori torneranno in presenza in classe, anche senza distanziamento, e le vaccinazioni saranno «fortemente raccomandate». Nessun obbligo, per ore, sul fronte dei vaccini per la scuola, è quanto si prevedrà, con molta probabilità, nel Piano Scuola per il rientro nelle aule dal ministero dell'Istruzione. Il governo conferma che entro la pausa estiva prevista per il 6 agosto ci sarà il nuovo decreto, con gli interventi che puntano al raggiungimento di due obiettivi. Il primo, prioritario per l'esecutivo e ribadito anche oggi sia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia dal ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, riportare in classe tutti gli studenti a settembre e dire addio alla Dad, il secondo, evitare che il ritorno dalle vacanze si trasformi in un'ondata di nuovi contagi tale da far schizzare la curva del virus e soprattutto far risalire le ospedalizzazioni.

Resta alta l'attenzione anche al tema dei trasporti, affinché anche su questo le agevolazioni per gli studenti rientrino tra le priorità, perché - è stato fatto notare - sulla scuola non si possono scaricare le criticità dell'intero sistema. Sembra inevitabile però il ricorso allo scaglionamento degli orari per l'inizio delle lezioni. Nessun ritorno della didattica a distanza, dunque. Bisogna anche «valutare tutte le possibilità riguardo alle alternative per i non vaccinati», sostiene l'Associazione Nazionale dei Presidi, spiegando che «se questi ultimi dovessero essere una percentuale significativa, una delle alternative potrebbe essere la Dad, purché non ci sia disparità di trattamento». L'ipotesi di un green pass per i lavoratori del settore scuola è invocata anche dal presidente del sindacato 'DirigentiScuola', Attilio Fratta: «Serve una ripresa in totale sicurezza», dice. In generale, la richiesta che arriva da tutti i sindacati è quella di fare chiarezza sul parere del Comitato Tecnico Scientifico fornito lo scorso 12 luglio in merito alla riapertura. «Servono decisioni politiche sulla base di quelle indicazioni», sottolinea Pino Turi della Uil. E Maddalena Gissi della Cisl avverte: «Bisogna capire se regole saranno le stesse dell'anno scorso, visto che il virus ancora circola, oppure se si è deciso un vero cambio di passo». Francesco Sinopoli della Cgil segnala gli «otto milioni di studenti non vaccinati, un virus in continuo mutamento e la questione di trasporti completamente trascurata».
Trai i nodi irrisolti, c'è da capire quale saranno le indicazioni per le persone non vaccinate, in particolare gli studenti. È certo che per questi ultimi utilizzeranno la mascherina, utile anche per ovviare ai problemi di distanziamento nelle aule. Ma se i dati non dovessero ancora migliorare - soprattutto in alcune regioni - la raccomandazione potrebbe inevitabilmente diventare un obbligo attraverso un decreto e in queste ore proseguono gli aggiornamenti - in particolare sulle cifre - tra il ministro Bianchi e il commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo. Il tema sarà affrontato dalle varie componenti del Governo, che al momento sembrano ancora divise sulla questione: oltre al 'no' della Lega, in queste ore si delinea anche la posizione del Movimento Cinque Stelle, che arriva dalla sottosegretaria all'Istruzione, Barbara Floridia: «n questo momento - dice - non si può subordinare la riapertura delle scuole all'obbligo vaccinale. Valuteremo questa ipotesi con attenzione, ma in questa fase non appare prioritario. La cifra del personale vaccinato potrebbe essere sottostimata». Ma il leader pentastellato Giuseppe Conte chiarisce: «Sulla scuola dobbiamo far di tutto per consentire le lezioni in presenza».
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