Politica e Sanità

mar132018

Piano nazionale cronicità: Aceti (Tdm): diventi un adempimento Lea

Il Piano nazionale cronicità, eccezionale strumento per ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle cure da parte dei cittadini, è stato recepito formalmente solo in cinque regioni (Umbria, Puglia, Lazio da pochi giorni, Emilia Romagna, Marche) a distanza di un anno e mezzo. Per questo chiediamo al Ministero della Salute che il recepimento e l'attuazione del Piano da parte delle Regioni sia riconosciuto come vero e proprio "adempimento Lea" oggetto di verifica da parte del Comitato nazionale e come indicatore da introdurre e verificare nel nuovo "Sistema nazionale di garanzia dei Lea", ancora non attivo».

A chiederlo Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato e Responsabile del Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici di Cittadinanzattiva a margine del seminario "Piano Nazionale delle Cronicità: a che punto siamo" promosso dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, con la partecipazione dei principali stakeholder del mondo della salute e con il sostegno non condizionato di Chiesi Farmaceutici Spa. «Il coinvolgimento delle Associazioni di cittadini e pazienti nell'attuazione del Piano a livello regionale» continua Aceti «non può essere considerata dalle Regioni "opzionale" o attivabile a "convenienza" come sta accadendo nei fatti, ma al contrario rappresenta un elemento strutturale, di valore e qualità da garantire sempre in tutto il ciclo delle politiche sanitarie pubbliche. Infine bisogna accelerare sull'informatizzazione del Ssn».
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