Politica e Sanità

feb62019

Pensioni, con quota 100 Enpam chiarisce i paletti per i medici. Grillo: no a lavoro fino a 70 anni

La Quota 100 Inps è in vigore. La versione definitiva del decreto-legge che per il triennio 2019-2021 sancisce il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un'età anagrafica di almeno 62 anni e di un'anzianità contributiva minima di 38 anni, è ora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Lo ricorda l'Enpam sul suo sito, cogliendo l'occasione per evidenziare le peculiarità del provvedimento a beneficio dei propri iscritti. "La misura, che interessa i medici dipendenti, consente ai lavoratori che hanno maturato entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti, di conseguire il trattamento pensionistico a partire dal 1° aprile 2019", sottolinea Enpam. Tuttavia "la nuova strada che consente l'uscita dal mondo del lavoro è costellata di paletti, finestre e limitazioni, insieme alla prospettiva di un assegno più leggero del 20-25%". Tra le caratteristiche della norma c'è che "fino a quando si matureranno i requisiti per l'accesso alla normale pensione di vecchiaia, la pensione di Quota 100 non sarà cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite previsto di circa 5mila euro annui". Inoltre, aggiunge l'ente previdenziale "per raggiungere l'anzianità necessaria ad andare in pensione con "Quota 100" ai contributi Inps non è possibile cumulare quelli Enpam o di altre casse professionali".

Sul tema è intervenuto anche il ministro Giulia Grillo per rispondere ai sindacati allarmati per "l'emorragia di medici" che si verrà a determinare nel Sistema sanitario nazionale a seguito del meccanismo della quota 100 per i pensionamenti. «Ho capito l'allarme lanciato, ma i sindacati cosa vorrebbero? Che i nostri medici continuassero a lavorare nonostante la loro età media sia la più alta in Europa?» ha detto il ministro. «Non mi sembra corretto e mi sembrano lacrime da coccodrillo poiché bisognava pensare prima che quella che abbiamo è una classe medica ormai vecchia anagraficamente». «Non è facendo lavorare i medici fino a 70 anno e tenendoli per la colletta che si risolve il problema» ha affermato Grillo a margine della presentazione dei dati 2018 dell'attività dei Carabinieri della Salute Nas «bensì facendo entrare i giovani». Il ministro ha anche rilanciato sulla revisione del numero chiuso a medicina «che evidentemente non è più adeguato ai tempi» e va rivisto così come «la formazione post-laurea abbandonando il concetto delle scuole di specializzazioni».
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