Politica e Sanità

apr72021

Pandemia e nuova governance, Nello Martini. "Salute come valore e non come costo"

"La salute dovrà essere sempre più intesa come valore e non come costo". A parlare del nuovo paradigma, che la pandemia dovrà necessariamente restituirci, in una videointervista a Doctor33, è Nello Martini, esperto farmacologo, ex direttore generale di Aifa, oggi presidente della Fondazione non a scopo di lucro Ricerca e Salute (Res), che si occupa di promuovere la ricerca e la salute in ambito sanitario e sociale.

"C'è un aspetto decisivo che è stato drammaticamente messo in luce dalla pandemia da Covid-19 - precisa Martini - e cioè che serve un cambio di paradigma. Storicamente la sanità è stata considerata un costo, una voce di spesa e sappiamo bene che per governare la spesa e i costi si utilizzano politiche di taglio. È quello che è successo negli ultimi 20 anni in cui i tagli alla salute hanno portato, solo negli ultimi 10, a un definanziamento di oltre 37 miliardi di euro. La pandemia ci ha fatto capire, finalmente, che non ci può essere sviluppo se non c'è salute e, questo presupposto, ha cambiato il paradigma non solo nella concezione politico istituzionale, ma anche nella percezione dei cittadini". Parallelamente a queste nuove consapevolezze, è necessario che ci sia anche un radicale cambiamento della governance. "Deve essere quella dell'investimento - avverte Martini - perché la salute è un valore non solo come assenza di malattia, ma anche perché genera economia. E su questo, ormai, pare esserci una maggiore consapevolezza politica che attraversa tutti gli schieramenti. Esistono, dunque, i presupposti per un radicale cambiamento".
Ma qual è l'evoluzione necessaria per migliorare la governance? Per Martini bisogna agire su due fronti: quello della cronicità e quello delle nuove frontiere della medicina e delle terapie innovative. "È indispensabile realizzare un'assistenza di proximity care rendendo veramente operative le case della salute per la presa in carico dei pazienti cronici. Consideriamo che - precisa Martini - il 25% dei pazienti over 65 con malattie croniche, generano il 70% della spesa in sanità che oggi viene affrontata quasi esclusivamente attraverso il ricovero ospedaliero e il pronto soccorso. Dobbiamo, invece, creare una struttura territoriale per la presa in carico e gestione dei pazienti diminuendo del 30-40% la gestione in capo all'ospedale. Ma questo vuol dire anche telemedicina, teleconsulto e assistenza domiciliare". Questa nuova fase dovrà inevitabilmente tenere conto anche della sfida posta dalle terapie innovative e quindi prendere in considerazione i nuovi modelli organizzativi che l'impiego di tali terapie comporta.
"In questa prospettiva - conclude Martini - è necessaria l'istituzione di un network di Molecular Tumor Board (MTB) accreditati da Aifa e in collaborazione con le Regioni, per gestire la comprensione dei test genomici e scegliere i farmaci attivi, siano essi già disponibili e rimborsati oppure disponibili ma non ancora registrati (off label) o in fase di sperimentazione clinica. È così che cambia, sicuramente, la governance dei processi e dei prezzi. La decisione terapeutica spetterà non al singolo specialista, ma al team multidisciplinare e il farmaco sarà sottoposto a Registro di monitoraggio, con un prezzo definito sulla base dei risultati ottenuti e dell'applicazione di un prezzo e di un costo condizionato al risultato clinico". Ma è necessario che anche la ricerca subisca un cambio di paradigma. "Si dovrà muovere dagli studi clinici (efficacy) al monitoraggio post-marketing (effectiveness), definendo e quantificando gli outcome di salute dei pazienti".
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