Politica e Sanità

ott252018

Ormoni, metabolismo e sport: Convegno Ame fa il punto. Endocrinologi cruciali in staff medico sportivo

Dall'ultimo report del Ministero della Salute dei controlli effettuati nel 2017 su giovani e sport amatoriali emerge che non c'è sport che sfugga al doping inteso come uso di un farmaco o di una pratica medica non a scopo terapeutico ma per migliorare il rendimento psicofisico. È questo uno dei temi al centro del convegno "Ormoni, metabolismo e sport", promosso dal Coni, dalla Federazione Medico Sportiva e da Ame, Associazione Medici Endocrinologi, sotto la guida scientifica di Roberto Castello, direttore di Medicina Generale ed Endocrinologia AOUI, Verona e di Paolo Cannas, medico ospedaliero e medico sportivo della squadra di Basket A2 Tezenis. Sempre il Ministero rileva che le sostanze più utilizzate sono gli agenti anabolizzanti (48,3%), stimolanti (17,2%), corticosteroidi (8,6%) e diuretici e agenti mascheranti (8,6%).

Sono quindi gli ormoni, sottolinea una nota Ame, che vengono impiegati, prevalentemente, "quale aiutino"; e non è a caso visto che ormoni e sport sono collegati in linea diretta attraverso il sistema endocrino: l'esercizio fisico rappresenta un potente modulatore della funzionalità del sistema endocrino. Per chi pratica sport professionistico il controllo dell'assetto ormonale è la premessa per poter intraprendere un'attività sportiva che abbia l'obiettivo di portare a risultati agonistici ai massimi livelli. Ma cosa succede a chi fa sport a livello amatoriale e dilettantistico?

«L'Italia», sottolinea Cannas, «è il secondo Paese al mondo per i casi di doping a livello olimpico, come dichiarato dal numero uno del Coni Giovanni Malagò, e con un mercato italiano dei prodotti dopanti che arriva a 537 milioni di euro il doping si sta allargando anche nel settore giovanile e degli sport amatoriali ma, mentre nel settore professionistico i controlli sono d'obbligo e vengono effettuati, nell'ambito amatoriale/giovanile e soprattutto nelle palestre i controlli sono più difficili per la vastità delle realtà coinvolte. L'acquisto on line di prodotti dopanti è molto semplice e viene facilitato, ad esempio, presentando gli anabolizzanti (ormoni) come anabolizzanti naturali al fine di far cadere qualsiasi cautela nell'acquisto: in alcuni casi, presumibilmente nei più giovani, c'è chi si dopa non avendone neppure la consapevolezza», dichiara il medico sportivo.

«Le malattie endocrine possono influenzare diverse attività metaboliche che presiedono lo stato della massa muscolare, del metabolismo energetico e dell'integrità psicofisica. Per questo è importante per chi volesse fare attività sportiva escludere un'alterazione ormonale. Ci sono alcune patologie endocrine per le quali sono necessarie terapia sostitutive con farmaci che rientrano tra quelli vietati dal Comitato Olimpico Internazionale. Nei casi di un paziente atleta la valutazione dello specialista endocrinologo è necessaria per trovare l'adeguato equilibrio ormonale tra benefici di salute e sovraesposizione tale da configurare un doping» aggiunge l'endocrinologo Castello.

«Il sistema endocrino», riassume Vincenzo Toscano, Presidente Ame, Associazione Medici Endocrinologi, «rappresenta il network fondamentale per assicurare all'atleta la migliore risposta nell'esercizio fisico che va a svolgere per cui la piena efficienza di questo sistema, integrato con quello respiratorio e cardiovascolare, che dal sistema endocrino sono peraltro controllati, viene assicurata e mantenuta nel tempo. Diventano quindi fondamentali le competenze endocrinologiche all'interno dello staff medico che prepara e supporta l'atleta. Indispensabile far comprendere a chi fa sport, soprattutto ai ragazzi, che il sistema endocrino è un complesso e delicato equilibrio dove il fai-da-te è molto pericoloso».


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