Politica e Sanità

mag192017

Obbligo vaccini, il testo in Consiglio dei ministri. Resta il nodo dell'età

È attesto oggi in Cdm il testo sull'obbligo delle vaccinazioni per andare a scuola, annunciato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Un testo su cui si è lavorato assiduamente in settimana, ma sul quale resta il "nodo" dell'età dei bambini: a Lungotevere Ripa si punta alla fascia da 0 a 10 anni, includendo dunque la scuola primaria. Una posizione chiara, quella di Lorenzin, che vuole "intercettare" tutti i bimbi, anche quelli che scelgono di rinunciare a nido e materna. Da parte sua il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli premerebbe per limitarsi alla fascia 0-6 anni, escludendo dunque la scuola dell'obbligo. È in corso, a quanto si apprende, un ultimo incontro a Palazzo Chigi per chiarire questi aspetti, prima che il testo approdi in Cdm. Le posizioni sono chiare e, almeno da parte del ministro Lorenzin, non ci sarebbe intenzione di "arretrare". A spingere verso l'obbligatorietà i dati sul calo della copertura vaccinale e anche i numeri dell'epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese, arrivata a sfiorare i 2.400 casi dall'inizio dell'anno, con una risonanza a livello internazionale che preoccupa esperti e istituzioni. Dovrebbe trattarsi di un provvedimento snello, che estenderebbe il numero dei vaccini obbligatori da 4 a 12 (aggiungendo ad antipolio, difterite, tetano ed epatite B anche emofilo B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella, anti-meningococco C e B). Sfumato invece l'aggiornamento annuale della lista, cui si pensava in un primo momento. L'idea di una multa ai genitori dei bambini non vaccinati, avanzata dalla ministra Fedeli e che non convince Lorenzin, ieri è stata bocciata dai pediatri, dalle società scientifiche e dall'Accademia dei Lincei.

Per il board del calendario della vita, «l'obbligo delle vaccinazioni nei sistemi collettivi è un obbligo civile. È assurdo potersi sottrarre pagando una multa». Così, infatti, un antivaccinista con un buon reddito potrebbe, pagando una sanzione, non vaccinare i propri figli esponendo loro e gli altri al rischio di essere infettati. Appare una soluzione surreale. «I dati diffusi dal presidente dell'Iss Walter Ricciardi sul calo delle vaccinazioni nel nostro Paese - affermano in una nota Silvestro Scotti, Segretario Nazionale della Fimmg; Fausto Francia, Presidente della Società Italiana di Igiene (SItI); Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip); Giampietro Chiamenti, Presidente della Federazione Italina Medici Pediatri (Fim) - sono davvero preoccupanti e non devono essere sottovalutati. Non raccogliere questo campanello d'allarme importante con soluzioni che descrivano risposte ad una emergenza sanitaria e rispondere con soluzioni che faranno apparire la prevenzione vaccinale aggirabile in base al reddito individuale, ovvero alla disponibilità di pagare una multa, può solo determinare maggiore confusione su una popolazione che va innanzitutto educata alla tutela della salute collettiva. Dovremmo piuttosto usare il periodo dell'obbligo sull'emergenza attuale per iniziare da subito a cambiare i modelli culturali su tale tema partendo proprio dalle scuole».

E a fare chiarezza sull'argomento, interviene anche l'Iss. «Secondo recenti studi eseguiti dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), e tuttora in corso di elaborazione, si stima che, nel nostro Paese, grazie ai vaccini sono stati prevenuti circa 50.000 decessi attribuibili solo a tetano e poliomielite ed oltre 3 milioni di casi di malattie prevenibili da vaccini. Purtroppo, a partire dal 2014, le coperture vaccinali contro queste quattro malattie infettive sono scese pericolosamente al di sotto del 95%, considerata la soglia ottimale per tenerle sotto controllo, nelle fasce d'età a cui la vaccinazione è offerta». Dai dati dell'Istituto Superiore di Sanità risultano, insomma, in questo momento suscettibili all'infezione da morbillo, perché non vaccinati, migliaia di bambini, adolescenti e giovani adulti. Dato da non trascurare durante la discussione sulla obbligatorietà della immunizzazione per la frequenza a scuola. Intanto, prosegue lo scontro tra l'assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna, Sergio Venturi che scrive alla Fnomceo e il presidente dell'Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza che in una recente intervista avrebbe espresso dubbi sulla legge regionale che rende obbligatori i vaccini per i bimbi del nido. «Pizza sulle vaccinazioni ha le idee confuse rispetto a tutti i sindacati, le società scientifiche, gli infettivologi» - scrive l'assessore in una nota inviata alla Fnomceo - che conclude: «Andiamo d'accordo con tutti i presidenti degli ordini in regione, tranne uno. Ha sospeso nove medici. Nelle sue battaglie, Pizza se la prende con i camici bianchi e non con la Regione, come potrebbe legittimamente fare. Adesso chiediamo una valutazione dei suoi comportamenti».


Rossella Gemma
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