Politica e Sanità

feb182021

Nuovo piano vaccini, più hub e 300mila volontari. Ecco le indicazioni del premier Draghi

Le vaccinazioni nelle caserme e nei palazzetti, un esercito di 300mila volontari in campo per la logistica e per aumentare il personale dedicato alle somministrazioni, mezzo milione di dosi al giorno come obiettivo a partire da aprile. Questo il nuovo piano vaccini che viene messo in atto dopo le indicazioni che il premier Mario Draghi ha dato, in Senato, definendo quella della pandemia «il primo dovere da combattere con ogni mezzo». La strategia si muoverà su due piani, quello nazionale e quello europeo. Nei prossimi giorni ci saranno una serie di incontri per definire le linee del piano organizzativo e logistico. Piano che però non può che essere strettamente vincolato alla fornitura dei vaccini: senza dosi, la campagna non può partire.

Dal punto di vista europeo, l'Italia è convinta sostenitrice della linea adottata finora da Bruxelles per gli acquisti centralizzati, ribadita dalla presidente Ursula von der Leyen che ha messo in guardia chi si muove fuori dal quadro Ue: «C'è zero garanzia, è estremamente rischioso». Parole indirizzate al presidente del Veneto Luca Zaia che ha detto di aver trovato sul mercato 27 milioni di dosi e di avere dalla sua parte altre 5 regioni. Sulla possibilità di un lockdown, è intervenuto Pierpaolo Sileri, senatore del M5S, ai microfoni di Radio Cusano Campus: «In questo momento non credo sia necessario, ma degli stop&go ci saranno. Se dovesse subentrare una variante più aggressiva, servirà una chiusura più o meno estesa a secondo dell'analisi dei dati. Una cosa è certa: va ancora mantenuto il blocco degli spostamenti tra regioni». «Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private», ha detto Draghi. Dunque, addio alle "Primule" disegnate dall'architetto Stefano Boeri, che al momento nessuna regione ha richiesto, e spazio a caserme, palazzetti, fiere ma anche a luoghi come la stazione Termini e la Nuvola di Fuksas a Roma, gli spazi nei centri commerciali. E, ovviamente, i drive trough della Difesa, che saranno riconvertiti a centri vaccinale. «La Difesa c'è sempre e lavora con la concretezza dei fatti - ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini - daremo tutto il supporto richiesto».
Continua, infatti, l'"Operazione EOS" della Difesa per la distribuzione dei vaccini. Presso l'Aeroporto di Pratica di Mare, hub nazionale, sono in programma gli arrivi di 547.200 dosi di AstraZeneca per venerdì 19 febbraio, 754.806 per domenica 28 febbraio e 470.258 per giovedì 4 marzo (per un totale di 1.772.264 dosi). Nei giorni seguenti agli arrivi, dopo la suddivisione da parte del personale del ministero della Salute, avverrà la distribuzione nelle varie Regioni con il concorso di Sda e delle forze armate secondo il piano predisposto dal Comando di vertice interforze della Difesa su richiesta della struttura commissariale per l'emergenza Coronavirus. In merito alle varianti, Sileri spiega: «È possibile che alcune eludano i vaccini, ma è molto più probabile che i vaccini funzionino anche con le varianti. Tra l'altro vi sono diversi vaccini, quindi se anche uno non dovesse funzionare con una variante, è probabile che gli altri funzionino. La ricerca e l'industria comunque sono pronte nel caso in cui un vaccino debba essere modificato e rimodulato. I virus mutano e questo è un virus che tende alle mutazioni».

L'Italia, secondo dati aggiornati al 16 febbraio, risulta attualmente 14esima nella classifica mondiale delle vaccinazioni contro il Covid-19 e quinta a livello di Unione europea. In base ai dati raccolti dal sito Our World in Data, il nostro Paese ha somministrato 5,16 dosi di vaccino ogni 100 abitanti, tenendo conto della popolazione totale, compresi quindi gli under 18. In testa alla classifica di Our World in Data c'è saldamente Israele, che ad oggi può vantare 78,09 dosi somministrate ogni 100 abitanti, seguito dagli Emirati Arabi Uniti, con 52,56 dosi. Primo Paese europeo e terzo assoluto nel mondo è il Regno Unito, che al 15 febbraio poteva vantare 23,75 dosi somministrate ogni 100 abitanti, seguito dagli Stati Uniti, con 16,51 dosi. Al quarto posto compare un altro Paese del Golfo, il Bahrein, che ha finora somministrato 14,87 dosi ogni 100 abitanti. Seguono il Cile e la Serbia, rispettivamente con 12,43 e 12,01 dosi ogni 100 abitanti. Da tenere presente che la classifica tiene conto solamente delle dosi somministrate, a prescindere se il vaccino impiegato sia monodose o necessiti di una seconda dose. Il primo Paese dell'Unione europea che compare nella classifica di Our World in Data è la Danimarca, ottavo assoluto, che al 15 febbraio faceva segnare 7,28 dosi somministrate ogni 100 abitanti. Seguono Svizzera (6,24), Romania (6,22), Polonia (5,7), Spagna (5,61) e Turchia (5,49), tutti Paesi in cui l'aggiornamento dei dati varia tra il 14 e il 16 febbraio. Da notare che i Paesi produttori di un vaccino 'autoctono', Russia e Cina, appaiono in ritardo nella classifica delle somministrazioni. La Cina, al 9 febbraio indicava 2,82 dosi somministrate ogni 100 abitanti, mentre la Russia, al 10 febbraio, registrava 2,67 somministrazioni ogni 100 abitanti.
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