Politica e Sanità

gen102019

Neonati morti a Brescia, Sin: nessun errore accertato. Prematurità è problema grave

«È necessario dare un messaggio tranquillizzante: agli Spedali Riuniti di Brescia non sta succedendo niente di diverso da ciò che è insito nella prematurità, che è una malattia grave di cui muoiono in Italia circa 600 neonati ogni anno». Le parole sono del presidente della Società italiana di neonatologia (Sin) Fabio Mosca e si riferiscono a quello che oggi appare come una tragica coincidenza: la morte di quattro neonati prematuri nella stessa struttura, dove peraltro questo tipo di decessi è di appena una volta al mese, con una percentuale di sopravvivenza dei prematuri superiore alla media nazionale.

«Ho parlato con il primario e la direzione dell'ospedale - riferisce Mosca - e dagli elementi oggi disponibili sembra proprio che i quattro decessi siano dovuti alla prematurità. In un caso era presente una malformazione incompatibile con la vita, altri due bambini sono morti di enterocolite necrotizzante, malattia che spesso colpisce l'intestino dei neonati prematuri e uno di infezione, a cui questi bambini sono particolarmente suscettibili, non avendo le capacità di difesa di un organismo adulto. È in corso un'indagine del Ministero e una della Procura, ma dai dati clinici non è emerso finora nessun altro elemento: si rientra in una casistica normale che, come a volte capita, si è concentrata in una settimana».

Il presidente Sin ricorda che l'Italia è uno dei Paesi al mondo che offrono i migliori risultati nelle terapie intensive, come dimostrano anche i dati statistici, ma alcuni bambini prematuri a basso peso non riescono comunque a sopravvivere: «Oggi per i prematuri di almeno un chilo e mezzo abbiamo una sopravvivenza di più dell'85%, mentre negli anni settanta avevamo una mortalità del 60%; c'è stato dunque un grandissimo progresso ed è bene che i genitori sappiano che le nostre terapie intensive sono di livello eccellente. Cerchiamo di non trasformare l'eccellenza riconosciuta delle terapie neonatali italiane in un problema, altrimenti diventa arduo per medici e infermieri fare con serenità un lavoro difficile. Cerchiamo di tenere in vita questi bambini con tecniche di ventilazione spinta, con farmaci e cure molto costose, facciamo tutto il possibile ma non i miracoli».
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