Politica e Sanità

dic282017

Morbillo in Inghilterra, secondo l'Nhs i viaggi in Italia sono a rischio

«I medici di medicina generale dovrebbero ricordare che recenti viaggi in Romania, Italia e Germania aumentano la probabilità di diagnosi di morbillo»: la frase è tratta da una comunicazione che il Servizio sanitario nazionale inglese ha inviato ai medici di oltremanica. La lettera si inserisce nel quadro dei recenti focolai di morbillo che hanno colpito tre aree della Gran Bretagna (le città di Leeds, Liverpool e Birmingham), appena un paio di mesi dopo che il Paese era stato ufficialmente dichiarato libero dalla malattia. Ma i nuovi casi sono stati importati da viaggiatori che si erano recati all'estero per turismo e questo fatto ha motivato il richiamo del National Health System (Nhs). Il riferimento all'Italia appare comunque datato. Infatti, come riferisce il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip) Alberto Villani, «fortunatamente, con la nuova normativa di legge, tutti i bambini italiani devono essere vaccinati e questo ha portato in tempi veramente brevi, appena poche settimane, a raggiungere delle eccellenti coperture vaccinali più o meno in tutta Italia. Oggi sicuramente il nostro è un Paese molto più sicuro; la legge che ha introdotto l'obbligo vaccinale per l'accesso scolastico ci pone all'avanguardia nel panorama internazionale».

Villani ricorda che la normativa non si applica soltanto al morbillo: «la vaccinazione obbligatoria si estende a dieci differenti malattie, mentre per altre quattro è offerta in maniera attiva e gratuita; quindi il panorama italiano è veramente cambiato e presto l'Italia sarà uno dei Paesi più sicuri». Le altre due nazioni "a rischio" secondo l'Nhs sarebbero la Romania e la Germania: «nel primo c'è effettivamente stata un'epidemia di morbillo con moltissimi casi - conferma il presidente Sip - mentre in Germania hanno pesato i movimenti "no vax", ma ora si sta ponendo argine: per fortuna i sistemi di sanità pubblica riescono a trovare delle soluzioni per garantire la salute dei cittadini. Proprio per il mondo in cui viviamo, in cui si viaggia molto, è importante che si adottino delle misure di garanzia; è bene che si sappia che queste malattie, se non ci si protegge con le vaccinazioni, tornano rapidamente a diffondersi».
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