Politica e Sanità

gen112017

Mmg in gruppo, Fimmg Toscana: danno risposte come grandi Ps

A chi ha negli occhi, di questi tempi, i pronti soccorso affollati delle metropoli, le sale con gli utenti in piedi per ore in attesa, le immagini dei pazienti assistiti per terra all'ospedale di Nola, può suonare strano che a Prato otto medici di famiglia in un anno "risolvano" lo stesso numero di situazioni del pronto soccorso dell'ospedale locale, che tra l'altro è il più "battuto" della Toscana. Anzi, potrebbe essere una provocazione da parte di una categoria sotto accusa per i troppi accessi di pazienti influenzati nei nosocomi. Eppure, in una medicina di gruppo come quella di Prato, sostiene Alessandro Benelli, referente provinciale del sindacato Fimmg, otto medici con i loro 40 contatti al giorno, aggiungendo le visite domiciliari fanno circa 90 mila contatti annui. E 100 mila ne fa un grande ospedale pubblico.

«È corretto comparare gli accessi nelle medicine di famiglia e quelli negli ospedali. Pur senza dimenticare che l'ospedale è aperto H24 e 7 giorni su 7, la medicina di gruppo alla fine fa gli stessi numeri. E se i pazienti che vanno in Ps si recassero da noi, il carico di lavoro addizionale sarebbe minimo: aggiungeremmo ai nostri 30-40 contatti/giorno solo 1 o 2 utenti in più», conferma Vittorio Boscherini medico di famiglia e segretario Fimmg Toscana. «Al di là delle vere urgenze, minoritarie, i motivi che spingono un cittadino al Ps sono legati all'esigenza di avere risposte a breve anziché doverle frazionare, tornati sul territorio, in più giorni e in più esami su ciascuno dei quali si paga tra l'altro un ticket, con un esborso ben superiore a quello sostenuto versando all'ospedale il solo ticket di Pronto soccorso». La vera domanda per Boscherini a questo punto è: l'ospedale deve farsi carico anche del codice verde, del cittadino che potrebbe benissimo essere assistito sul territorio ma si è scelto la corsia preferenziale? «L'ospedale la sua casistica l'ha sempre, anche senza il sovraccarico dei pazienti non urgenti, perché copre bacini d'utenza molto ampi, intere città e sobborghi. A mio avviso i Ps devono gestire l'acuzie, tamponare il danno, e infine decidere se le cure vanno effettuate in ospedale, dove ci sono attrezzature più sofisticate, o sul territorio. Molte pseudo-urgenze potrebbero essere gestite sul territorio con benefici per tutti. Oggi in Pronto soccorso il paziente poco grave finisce per far aspettare il concittadino che ha un mal di stomaco che magari maschera un infarto. Quest'ultimo del resto dal medico di famiglia non va, perché un sospetto infarto, la gente lo sa, si tratta dove ci sono attrezzature adeguate. Il medico di famiglia, beninteso, deve aggiornare la sua dotazione anche per prevenire eventuali problemi legali. Ma anche un'insufficienza respiratoria - in questi tempi di influenza che imperversa sugli anziani - il mmg può curarla con aerosol e antibiotico. Solo se il paziente richiede ossigenoterapia massiccia e monitoraggio costante allora subentra l'ospedale. Al territorio spetta in teoria il 95% della patologia». Per Boscherini, tutte le medicine di gruppo per mole di lavoro in un anno finiscono per fare il lavoro di un ospedale cittadino.

«Si va da 50 a 100 mila contatti/anno, e forse questa capacità di gestire grandi afflussi non la si sottolinea adeguatamente sui media, quando ad esempio nel riconvertire un ospedale si destina parte della struttura a un gruppo di medici di medicina generale e prevale la protesta, o quando non si sottolineano i costi fissi sopportati dall'ospedale per fornire prestazioni che il territorio dà a costi di gran lunga più contenuti per la collettività». Per Boscherini è inutile anche il ricorso allo screening dei codici bianchi operato da medici del territorio in una stanza d'ospedale attigua al Pronto soccorso. «Chi si reca in Ps scarta a priori un servizio che assimila alla continuità assistenziale perché identifica il pronto soccorso con l'attrezzatura e la solerzia dell'ospedale. Credo però che se dessimo al medico di fiducia gli strumenti adeguati i cittadini si rivolgerebbero a lui, senza fare la fila negli ospedali».
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community