Politica e Sanità

feb152017

Milleproroghe, deroga fino al 2020 per utilizzo sperimentazione animale in ricerca

La deroga al divieto di utilizzo della sperimentazione animale sulla ricerca di sostanze d'abuso e xenotrapianti sarà di tre anni e non di cinque come inizialmente previsto. Lo prevede l'emendamento De Biasi, Cattaneo e altri, all'interno del decreto Milleproroghe, approvato a maggioranza dalla Commissione Affari costituzionali. I test sulle cavie per la ricerca su sostanze d'abuso e xenotrapianti possono continuare, quindi, fino al 2020. Pronta la reazione del presidente di Pro-test Italia Dario Padovan che sottolinea come manchi, da parte delle istituzioni politiche italiane «una posizione netta e chiara su un settore strategico e delicato come la ricerca scientifica nazionale.

Nel Decreto Milleproroghe, infatti» continua Padovan, «l'emendamento che chiedeva un prolungamento della deroga al divieto di utilizzo della sperimentazione animale sulla ricerca di sostanze d'abuso e xenotrapianti da un anno a cinque anni è stato modificato, portando la deroga a tre anni. Una media semplice tra le esigenze degli animalisti che non volevano deroghe chiedendo l'abolizione di questi settori di ricerca, e la comunità scientifica che da anni sta cercando di far capire che questi capricci stanno di fatto bloccando milioni di finanziamenti alla ricerca italiana». Di segno opposto la posizione degli animalisti della Lav per i quali «non bastava un anno di proroga come già previsto dal Governo nel Decreto Legge di fine anno che aveva già fatto saltare l'entrata in vigore, dal 1° gennaio scorso, del divieto dei test su animali di droghe, alcol, tabacco e xenotrapianti. Il Ministro della Salute Lorenzin, basandosi solo su un parere di parte, ha aperto la strada alle sofferenze e alle uccisioni di altre decine di migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell'addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti, contraddicendo una Legge del 2014 firmata da lei stessa come Ministro già tre anni fa in Senato poi hanno prevalso gli interessi di pochi e superati sperimentatori di Università che, volutamente sordi ai metodi sostituivi di ricerca come già praticati in altri Paesi del mondo, vogliono continuare a usare animali e senza nessun beneficio per gli esseri umani, e questo a spese del contribuente».
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