Politica e Sanità

dic42018

Medicina generale, Cricelli (Simg): coi mutamenti delle patologie cambia il ruolo del Mmg

Il ruolo del medico di medicina generale (Mmg) sicuramente subirà profondi cambiamenti in futuro, anzi sta già cambiando, di pari passo con la trasformazione della salute e della malattia delle persone. È questa la convinzione espressa da Claudio Cricelli, presidente della Simg (Società italiana di medicina generale e delle cure primarie), in occasione del 35° congresso nazionale della società scientifica, da poco terminato a Firenze. La visione di Cricelli spazia sull'arco dei prossimi 15-20 anni: si sta già disegnando lo scenario del tipo di patologie di cui si ammaleranno gli assistiti, della durata di queste malattie, del tipo di terapia di cui necessiteranno, spiega il presidente Simg, «e il Mmg cambierà esattamente in parallelo, perché è il primo che si adegua ai cambiamenti» che avvengono nella salute della popolazione. Come esempio in tal senso Cricelli cita le malattie croniche (legate al miglioramento delle possibilità di cura e correlate al progressivo invecchiamento della popolazione): quando queste sono comparse, il primo impatto lo hanno avuto proprio i Mmg, ribadisce il presidente Simg. Questo è dunque uno dei meccanismi con cui la realtà che cambia sempre più velocemente influisce sui compiti professionali del Mmg. «La trasformazione delle malattie che diventano sempre più spesso croniche - e non di rado compaiono in età precoce - fa sì che dobbiamo occuparci sia della gestione clinica degli assistiti, che resta ovviamente l'obiettivo primario, sia dell'informazione e della formazione sulle terapie che vengono scoperte e via via immesse sul mercato» spiega Claudio Cricelli, per il quale un'appropriata conoscenza dei trattamenti farmacologici costituisce parte integrante di una corretta gestione clinica.

Una forte denuncia, invece, è lanciata dal presidente Simg in relazione al settore dei farmaci innovativi. «Negli ultimi 14 anni, ai Mmg di questo Paese è stato impedito di prescrivere direttamente le cosiddette terapie innovative, che sono state destinate alla prescrizione esclusiva degli specialisti» afferma. Da molto tempo («troppo») i Mmg sostengono che queste norme invece di produrre benefici producono danni, dice Cricelli. «Moltissimi cittadini e pazienti oggi sono esclusi da trattamenti importanti - ormai non più innovativi perché in commercio da svariati anni - soltanto per alcune scelte di ordine burocratico ed economico». Una nota positiva, infine, riguarda la sinergia sul territorio delle figure del Mmg e del farmacista. «La medicina territoriale è gestita direttamente dai medici delle cure primarie» precisa «ma il farmacista è un importante e fondamentale collaboratore».

Le due figure professionali - osserva il presidente Simg - rappresentano sul territorio due punti di accesso, con ruoli complementari e che non si sovrappongono, ai quali si presenta il paziente. Se è vero che il farmacista non ha un ruolo clinico e non può porre diagnosi, proprio in questo vi è complementarietà con il medico prescrittore, una complementarietà che - secondo Cricelli - è una caratteristica collaborativa delle due professioni, da sviluppare come un fatto positivo. «Il farmacista è spesso preferito quando si tratta di avanzare richieste semplici, di primo livello, sull'impiego di un farmaco» ricorda Cricelli, che sottolinea come «il farmacista sia un importantissimo interlocutore per la parte relativa all'automedicazione» e, nel ruolo di dispensatore del farmaco, con una responsabilità altrettanto rilevante «è la figura alla quale il paziente si rivolge con familiarità per avere chiarimenti su come impiegare il farmaco prescritto». 

Arturo Zenorini



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