Politica e Sanità

apr72021

Medici di famiglia trascurati, poche dosi e poco personale. A rischio efficacia della campagna vaccinale

La campagna vaccinale contro il Covid-19 procede a "stop & go". La Liguria è partita con gli under 80 da dopo le feste, in Emilia Romagna si completano gli over 80 entro fine aprile, la Sicilia sarebbe in testa per vaccinazioni negli Hub. Nessuna regione è a regime. Nemmeno il Lazio dove pure al 31 marzo era stato vaccinato un quinto dei residenti. Anche grazie ai medici di famiglia è stato raggiunto il milione di somministrazioni. Ma non è tutto oro quel che luccica. Dalla Fimmg arriva il dato secondo cui il 44% delle dosi ordinate dai medici di famiglia non è stato consegnato, «36.690 cittadini sono stati tagliati con il blocco delle dosi ...e intanto siamo al palo. Nella settimana "santa" ognuno ha potuto fare solo sei dosi di Pfizer. Marzo è finito con una marginalizzazione dei Mmg nella campagna», riassume una nota Fimmg a cura di Giampiero Pirro responsabile comunicazione del sindacato.

«Del totale dei vaccini ordinati, 9796 fiale, sono state distribuite solo 5476, il 56.1 %, mentre le dosi non consegnate dai servizi farmaceutici sono 4350 pari al 43,9% di fiale ordinate ma non consegnate. Se fossero state consegnate tutte avremmo avuto 85.661 immunizzazioni. Così, sono state invece immunizzate solo 48.971 persone, il 42,8% del programmato, quasi il 60% è restato fuori. Al posto dei vaccini sono arrivate ai medici lunghe circolari delle Asl con l'annuncio che le dosi sarebbero arrivate con il contagocce o per nulla». Altri dati Fimmg Lazio: i medici che hanno ordinato le fiale sono 2430 ma solo 2073 hanno avuto gli ordini evasi, e il 14,7% pur avendo ordinato è rimasto a secco con ordini non evasi. «Ci sono pazienti, molto anziani e vulnerabili che ancora aspettano. Il sistema degli hub va bene, nel Lazio il sistema vaccinale messo in campo funziona meglio che in altre regioni. Ma occorre cambiare passo e puntare sui medici di famiglia come prima linea del sistema se si vuole chiudere al più presto la stagione di chiusure e sacrifici. I 2700 medici di famiglia che si sono resi disponibili e che sono destinati a crescere sono in grado di vaccinare dalle 10 alle 15 persone ogni giorno. Significa da 27 a 45 mila dosi quotidiane, e ci si può certo attestare tra le 30 e le 35mila inoculazioni al giorno, cioè da 700mila ad un milione di somministrazioni mensili. Solo con questo sforzo si può raggiungere l'immunità di gregge entro giugno». Da altre aree d'Italia (Pavia, ad esempio) i Mmg coinvolti si lamentano a volte di essere prima stati mobilitati con successo e poi indiziati di accantonamento per carenza di dosi o forse per scommettere di più sugli hub vaccinali. «Prima di moltiplicare i punti vaccinali, assicurate ai medici di famiglia le dosi necessarie», spiega la nota esplicativa Fimmg. «È la soluzione preferita dai cittadini. vaccinarsi dal proprio medico e non dal primo che passa. Al ritmo attuale raggiungeremmo l'immunità di gregge ad ottobre. Una eventualità da evitare: è il periodo in cui, probabilmente, inizierà a scemare nei vaccinati a gennaio la copertura del vaccino, e c'è il rischio di nuove aggressioni del virus».

Oltre al problema delle dosi c'è quello del personale. Nelle Marche, dove ai medici di famiglia è stata affidata la vaccinazione degli over 80 servono camici perché spesso l'impegno si svolge non negli studi o nei centri vaccinali ma a domicilio degli anziani assistiti. «Noi dal 26 marzo vacciniamo il 30% dei nostri ultraottantenni a casa loro ma per espletare questo compito più rapidamente servirebbe più lavoro d'équipe, più personale sanitario ed anche colleghi medici», dice Fabrizio Valeri presidente regionale Snami, che con gli altri sindacati chiede aiuto all'Azienda sanitaria unica regionale. «Asur ci conferma che infermieri ed assistenti sanitari mancano, e questa carenza a volte rischia di vanificare il supporto che già comuni ed associazioni private ci offrono, nelle vallate, per trovare "hub" dove andremo a vaccinare il resto della popolazione. Abbiamo bisogno di colleghi di continuità assistenziale, medici dei servizi, specialisti ambulatoriali. Gli accordi ci sono ma le disponibilità offerte sono poche. Non possiamo fare tutto noi medici di assistenza primaria, la media di ogni trasferimento da un domicilio all'altro è 20 km, significa tagliar fuori mezze giornate di assistenza ordinaria nel migliore dei casi». Ai Mmg marchigiani sono state consegnate «una fiala di Moderna e una di Astrazeneca alla settimana, gli anziani hanno un po' paura degli effetti collaterali, del rialzo febbrile, ma alla fine si vaccina, con successo. A fronte dei problemi di personale, la questione della carenza di dosi per ora passa in secondo piano. Ci è stato annunciato dalla Regione entro aprile l'arrivo di un milione di dosi (pari alla possibilità teorica di vaccinare quasi metà residenti ndr)».

Mauro Miserendino
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