Politica e Sanità

mag182017

Medici, dati AlmaLaurea fuorvianti. Lavoro c'è ma precario e di formazione

Medici tutti con il lavoro a un anno dalla laurea? O forse si reputano "lavoro" contratti molto precari? La domanda sorge spontanea se si valutano i numeri del nuovo rapporto AlmaLaurea lusinghieri tutto sommato per le professioni sanitarie. Per le lauree triennali c'è un trend migliore nel 2016 rispetto al triennio precedente. Se nel 2015 a un anno dalla laurea trovava lavoro il 62,3% degli infermieri, nel 2016 la percentuale è cresciuta di 5,5 punti, al 67,8%. Bene anche i tecnici della riabilitazione (da 78,9% a 80,8%) e i tecnici della prevenzione, seppur meno richiesti: ora quasi uno su due tende a trovare lavoro presto. Medici in controtendenza, pur con numeri a prima vista invidiabili: nel 2015 a un anno dalla laurea trovava lavoro il 95,5%, nel 2016 si è scesi al 93,9%. Nella popolazione generale dei laureati si ristagna attorno al 38%. Eppure i dati sui medici fanno un po' a pugni con quelli diffusi da Aran che danno in aumento il precariato per i medici, del 10% e passa tra i giovani, proprio negli ultimi 2 anni.

Per Alessandro Bonsignore, coordinatore Osservatorio Giovani Fnomceo, l'indagine Alma Laurea dovrebbe entrare più nella qualità dei lavori dichiarati. «Per le professioni sanitarie quelle rilevazioni non sono in grado di rilevare con precisione il tasso di occupazione medica. Per la peculiarità della sua formazione, infatti, il laureato in medicina ha difficoltà a rispondere a domande poco tarate sulla sua figura. Inoltre, chi risponde a un anno dalla laurea in medicina ha sempre motivo di dichiarare che fa qualcosa. Buona parte è specializzando con un contratto ben retribuito e che, con il percorso graduale di acquisizione d'autonomia, difficilmente non considererà "lavoro" il periodo di formazione post-laurea; ci sono poi i tirocinanti di medicina generale con borsa di studio, che parimenti si "vedono" al lavoro; e gli altri in attesa di un concorso - chi come guardia medica chi in Rsa o nel privato - un'attività la svolgono. Ma purtroppo, a un anno dalla laurea e senza specializzazione, è sostanzialmente impensabile un contratto a tempo indeterminato, forse più che per molti professionisti sanitari con tassi di occupazione inferiori».

«Una valutazione più attendibile - continua Bonsignore - si dovrebbe fare a 5 - 6 anni dalla laurea chiedendosi quanti si siano realmente impiegati alla fine del periodo della specializzazione, o stanchi di vivere aspettando la chiamata come guardia medica. L'Osservatorio Giovani Fnomceo, in tal senso, considera più attendibile il dato secondo cui a quell'epoca, cioè a 31-32 anni, ancora la maggioranza dei laureati in medicina non ha un contratto a tempo indeterminato, ma solo - nella migliore delle ipotesi - tempi determinati e contratti rinnovabili».

Per Bonsignore, però, proprio negli ultimi mesi, troppo recenti per essere rilevabili da Almalaurea o Aran, qualcosa si va sbloccando e le chance occupazionali vere per i medici crescono. «Le riorganizzazioni del Ssn non consentiranno un turn over di uno ad uno di fronte agli esodi massicci di medici dipendenti e convenzionati attesi nei prossimi tre anni, ma a livello di ospedali e di contratti universitari le cose iniziano a muoversi. Ci sono più bandi, in particolare per dirigenti medici ospedalieri e Asl (con contratti a tempo determinato ma anche indeterminato) e per ricercatori universitari, e non accadeva da anni.

È chiaro che i fabbisogni prospettati non sono elevati come quelli che da alcune parti del mondo sanitario rimbalzano sui media, tuttavia per i prossimi 2-3 anni il trend positivo per i giovani non dovrebbe modificarsi. L'incognita è, semmai, per chi si immatricola ora negli atenei ed uscirà dal percorso formativo una volta conclusi l'esodo e la probabile riprogrammazione dei servizi sanitari. Potrebbero esserci difficoltà: per tale motivo siamo contrari come Fnomceo all'abolizione del numero chiuso all'ingresso a Medicina, considerando che oltre ai giovani c'è ancora molto personale in attesa di ricollocazione».


Mauro Miserendino
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community