Politica e Sanità

feb112019

Medici assicurazioni, rapporti con i pazienti sempre più difficili. Interviene l'Ordine

Medici delle assicurazioni sempre più formali e severi. E l'Ordine dei medici prende posizione. A Verona, al congresso della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (fine 2018) è venuto fuori che quando a seguito di un incidente un paziente denuncia una lesione fisica il medico della Compagnia chiamata a risarcire invia una raccomandata in cui intima di presentarsi alla visita con toni perentori che potrebbero scoraggiare il paziente dal presentarsi - ma se non si presenta perde il diritto al risarcimento! L'Ordine dei Medici di Milano ha scritto all'Associazione delle Assicurazioni (ANIA) e all'organo di vigilanza, l'IVASS, e per conoscenza all'ordine degli avvocati. Le compagnie assicurative attraverso i medici, perseguirebbero un approccio molto industriale e poco improntato ai cardini della deontologia medica, è la doglianza contenuta nella lettera datata 23 dicembre, dove si chiede alle assicurazioni -quasi tutte sarebbero coinvolte - un intervento per sanare la situazione creatasi. «È successo che i medici legali si sono rivolti a noi», spiega il presidente Omceo Mi Roberto Carlo Rossi. «Su per giù da un anno si segnala il problema per cui le Compagnie per assolvere a una prescrizione del Codice delle Assicurazioni devono convocare il paziente a visita e devono avere prova della convocazione per far valere in giudizio di aver fatto tutto ciò che dovevano dal punto di vista formale. I pazienti sono convocati dal medico fiduciario».

«In passato -continua Rossi - la convocazione a visita avveniva nell'ambito di un normale rapporto dove si pretendevano minori formalismi burocratici, arrivava una telefonata al paziente gli si chiedeva di presentarsi il tal giorno, se non poteva la visita si spostava... e si faceva Ora invece arriva per raccomandata con ricevuta, tracciatura delle lettere alla Posta. Per evitare problemi in giudizio, il medico fiduciario è caricato di un compito totalmente burocratico: ma non è legittimo! Il medico fa il medico, non l'amministratore; qui invece se perdi una cartolina o un bollettino il rischio è di conseguenze pesanti, delle quali qualcuno nella compagnia può chiedere conto». Rossi sottolinea di aver scritto «un po' a tutti, questo aspetto è inaccettabile, ma in particolare il destinatario della nostra richiesta di intervenire sulla rigidità nell'applicare il Codice era l'ANIA che per un disguido non ha potuto ancora rispondere. Noi chiediamo che non si carichino i medici di compiti che non sono loro».

Rossi individua un problema ulteriore. «Il medico è sì pagato dalle Compagnie di cui fa l'interesse, ma opera nell'ambito di un rapporto medico-paziente, fa anche l'interesse del paziente che sta visitando. È un ruolo delicato, in cui non può e non deve prevalere l'interesse di una delle due parti. Ad esempio, in caso di risarcimenti spinosi nessuna delle parti può introdurre elementi che inquinino l'obiettività medica e il rapporto medico-paziente». Nel piano performance dell'Inps per i medici delle commissioni è stato introdotto un bonus per chi ha alte performance, rivolte a ridurre il debito pubblico, tra cui l'annullamento di prestazioni dirette e la revoca di prestazioni di invalidità. Ci sono parallelismi? «Le due vicende sono veramente lontane e diverse tra loro -ammette Rossi-ma c'è un filo rosso che le lega: la deriva, dalla quale dobbiamo guardarci, verso una medicina amministrata al servizio non della gente ma della burocrazia».
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