Politica e Sanità

mar172017

Mediazione e accertamento preventivo vie obbligate ante-contenziosi

Non ci saranno più sanitari che ignorano di essere parti in una causa. Struttura e compagnia dovranno comunicare al medico via Pec o raccomandata A/R l'avvio di trattati­ve stragiudiziali entro 10 giorni dalla denuncia del danneggiato, e invitarlo a pren­dervi parte. Se non lo fanno sono precluse le azioni di rivalsa o di responsabilità amministrativa. Queste le novità indicate dalla neo-firmata legge sulla sicurezza delle cure approvata il 28 febbraio scorso. Chi intende chiedere il risarcimento di un danno derivante da responsabilità sanitaria deve prima chiedere al giudice competente un accertamento tecnico preventivo per la composizione della lite ai sensi dell'articolo 696­bis del codice di procedura civile pena l'improcedibilità della domanda risarcitoria. In quella sede le compagnie o formulano l'offerta di risarcimento del danno o dicono perché ritengano di non formularla.

In alternativa si può esperire il procedimento di mediazione ma se il giudice rileva che questa tira per le lunghe dà 15 giorni alle parti per presentare consulenza tecnica preventiva o in alternativa completare il procedimento. Se a seguito della consulenza la conciliazione non riesce o il procedimento non si conclude entro 6 mesi dal deposito del ricorso, la domanda di­viene procedibile e parte il contenzioso civile con le udienze. In caso di sen­tenza a favore del danneggiato, se la compagnia non ha formulato l'offerta di risarci­mento al procedimento di consulenza tecnica preventiva, il giu­dice trasmette copia all'Ivass per gli adempi­menti di propria competenza. In caso di mancata partecipazione al procedimento, il giudice nella sentenza condanna le parti che non hanno partecipato al pagamento delle spese di consulenza e di lite, anche se avessero vinto, oltre che ad una pena pecuniaria in favore della parte comparsa alla conciliazione.
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