Politica e Sanità

giu82022

Mascherine, è scontro su utilizzo a scuola. Il Tar del Lazio conferma l'obbligo alla maturità

A poche settimane dagli esami di maturità è ancora in discussione l'obbligatorietà della mascherina. In attesa che arrivi nei prossimi giorni la sentenza del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Codacons, il leader della Lega Matteo Salvini annuncia un altro ricorso per evitare l'uso dei dispositivi di protezione per la maturità e per i seggi in occasione delle prossime elezioni di domenica. «E' un'enorme fesseria che ci siano mascherine per bimbi e insegnanti, penso che non ci sia nessun criterio scientifico, con 30 gradi, per costringere insegnanti e studenti al bavaglio, anzi fa male. Noi facciamo ricorso come Lega al Tar, quantomeno per la maturità e anche per le elezioni di domenica prossima, perché se dimentichi la mascherina al seggio ti rimandano a casa. In classe e al seggio mi pare una perversione ideologica», ha detto Salvini, a Skuola.net. Contrario all'obbligatorietà anche il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso della Lega: «Svariati medici e ricercatori di indiscusso valore hanno più volte ribadito che le aule non sono luoghi di contagio e che studenti e insegnanti potrebbero benissimo seguire le lezioni senza mascherine. Finora, però, chi ha scelto di prorogare l'obbligo lo ha fatto partendo da presupposti ideologici, non medico-scientifici». Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, intanto, ha ribadito: «La mascherina è un atto di rispetto reciproco, si toglierà quando riterremo che il nostro vicino sia sicuro».

Più cauto invece il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti per il quale «è opportuno che il Governo proroghi l'obbligo dell'uso della mascherina sui mezzi di trasporto pubblici, in scadenza il prossimo 15 giugno». Per Proietti questa scelta «è necessaria per contenere la diffusione della pandemia anche in relazione alla variante Omicron 5, che a parere degli studiosi è molto più contagiosa». «Grazie alla minore virulenza di Omicron e alle coperture vaccinali- ha detto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - l'impatto sugli ospedali è enormemente più basso. Se le nuove varianti saranno tutte più contagiose, noi negli autunni/inverni dei prossimi anni avremo ondate sempre più basse. Per questo dico che non possiamo immaginare i prossimi mesi senza mascherine e richiami di vaccino. Sappiamo - ha aggiunto - che le nuove varianti sono più contagiose di un 10/15% in più rispetto alla Ba.2 dai dati che abbiamo raccolto finora dal Sudafrica e anche dal Portogallo, inoltre hanno una capacità molto elevata di evadere la risposta immunitaria sia da vaccino che da infezione naturale con conseguente maggiore probabilità di reinfezione. E questo già si vede con i numeri attuali: al momento la percentuale di reinfezione è al 6% negli ultimi due mesi. Vedremo - non sappiamo ancora quando - un aumento del numero dei casi, ma dai dati che abbiamo l'impatto sull'ospedalizzazione è relativamente modesto. E' probabile che l'evoluzione post-Delta stia portando a varianti più contagiose e meno gravi. Questo disegna anche le politiche sanitarie da mettere in atto», ha concluso.

Nel frattempo, il Tar del Lazio ha deliberato che gli studenti dovranno indossare la mascherina agli esami di maturità, respingendo il ricorso proposto dal Codacons, che ha impugnato l'ordinanza del ministero della Salute del 28 aprile scorso e ha sollevato la questione di legittimità costituzionale del decreto legge n. 24 del 2022, convertito in legge, che stabilisce che l'utilizzo delle mascherine, tra gli altri, continua a essere obbligatorio, per gli studenti, fino al 31 agosto prossimo.
La sentenza ha chiarito che l'ordinanza del Ministero della salute del 28 aprile 2022, in realtà non prevedeva l'obbligo di mascherine per gli studenti, poi introdotto dalla disposizione legislativa. I giudici amministrativi hanno sottolineato che una eventuale anticipazione della cessazione di tale obbligo necessita di ''un apposito decreto-legge, attesa l'inidoneità di un'ordinanza ministeriale a disporre in senso difforme a quanto previsto in apposita disposizione di rango legislativo, in mancanza di una norma che lo consenta espressamente'', valutazione rimessa ''all'esclusiva responsabilità della scelta di politica legislativa nella specifica materia''.
Il Tar ha anche dichiarato, per ragioni processuali, priva di presupposti la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Codacons sul decreto legge n. 24 del 2022.


Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>


chiudi