Politica e Sanità

dic52018

Manovra 2019 al voto alla Camera. Ecco tutti gli emendamenti in sanità

Da ieri sera la Finanziaria è alla camera che dovrà pronunciarsi in seduta assembleare sugli emendamenti del governo e su quelli approvati in uscita dalle commissioni, che -limitatamente alla sanità -di seguito esponiamo. Facendo presente che alcuni temi -liste d'attesa, contratti atipici- sono state espunte per rientrare a quanto sembra nel decreto legge semplificazioni allo studio del consiglio dei ministri. Di strada, per tornare alla manovra, ne è stata fatta da quando -come disegno di legge 1334 - a ottobre è approdata alle commissioni. Gli articoli sulla sanità originari erano quattro: il 39 sui tempi d'attesa e il sistema unico di prenotazione che in tutta Italia deve farli rispettare: qui ora un emendamento del governo alza il Fondo per ridurre le liste da 50 a 150 milioni per il 2019, ed a 100 milioni per il 2020 e per il 2021. C'era poi l'articolo 40 che porta il fondo sanitario nazionale a 114,335 miliardi nel 2019, 116,335 nel 2020 e 117,935 nel 2022 e stanzia 38,5 milioni per aumentare il numero dei tirocinanti in medicina generale; anche qu, è stato "accantierato" che per dividersi il Fondo sanitario stato e regioni dovranno firmare entro marzo un nuovo Patto per la salute.

L'articolo 41 dispone aumenti per nuove borse di studio degli specializzandi; l'articolo 42 infine riguarda l'edilizia sanitaria e porta da 24 a 26 i miliardi per ristrutturare i nostri ospedali. Torniamo sull'articolo 41. L'intervento del governo sugli emendamenti delle commissioni ha portato a redigere l'articolo 41bis con tante novità. Intanto, la proposta della dentista Rossana Boldi ripristina il controllo degli Ordini di medici/odontoiatri provinciali, e in seconda battuta del Garante delle comunicazioni (non dell'Antitrust) sui messaggi pubblicitari degli iscritti all'albo, con relative sanzioni. Quindi, al posto del precedente fondo ad hoc per le borse dei futuri medici di famiglia, si prevede una norma che lascia alle Regioni ogni discrezionalità d'impiego su quelle risorse oltre che sui 31 milioni per l'assistenza agli stranieri non iscritti al Servizio sanitario e sui 41,3 milioni per riqualificare assistenza sanitaria e attività libero professionale. Ha fatto la sua comparsa pure un emendamento, su cui poi il governo ha dato parere contrario, che avrebbe consentito di ingaggiare con contratto libero professionale i medici senza specialità per sostituire specialisti dipendenti Ssn pensionati e di impiegare negli ospedali e sul territorio rispettivamente specializzandi e tirocinanti in medicina generale all'ultimo anno di corso; alla fine il governo ha riportato alcuni dei contenuti sul decreto legge semplificazioni che vedremo a ore in discussione al consiglio dei ministri. Viene invece tenuta la norma che consente di inserire gli importi dell'indennità di esclusività nella massa salariale da cui calcolare gli aumenti per i medici ospedalieri nei contratti.

E viene ri-vincolata per finanziare incentivi di carriera la retribuzione individuale di anzianità lasciata in un fondo dai medici che si pensionano, e negli ultimi anni usata dagli ospedali per ripianare i debiti. In tema di cure palliative, previa intesa Stato Regioni, si consente di lavorare negli hospice a medici sprovvisti dei titoli specialistici di cui al DMS 28 marzo 2013 se comunque hanno alle spalle 3 anni anche non continuativi di lavoro, numero di ore e di casistica assistita adeguati e specifica formazione conseguita con ECM, o master ad hoc. In tema di farmaceutica, i due fondi per i farmaci innovativi e oncologici innovativi da 500 milioni l'uno verranno trasferiti al Ministero dell'Economia; tutte le farmacie con fatturato sotto 150mila euro annui sono esonerate dallo sconto mentre per quelle con fatturato tra i 150 e 300 mila euro annui resta la riduzione del 60%. Siamo già all'articolo 42 rivisto: qui per i ripiani del payback 2013-2015 e 2016, nonché per il 2017, si prevede che se le Regioni al 15 febbraio prossimo non hanno preso i soldi resta nel 2019 il tetto di spesa diretta e territoriale del 2018, fino al recupero integrale delle somme, accertato con determine Aifa. Per gli anni successivi, l'Agenzia del farmaco leggerà le fatture elettroniche emesse dalle aziende nel sistema di interscambio conoscendo in tempo reale l'andamento della spesa. I fatturati delle aziende 2019 delle fasce A e H saranno rilevati entro luglio 2020 e da allora le case farmaceutiche avranno 30 giorni per ripianare il 50% dello sfondamento del tetto di spesa. Ove non ripianino, i debiti di parte pubblica verso di esse saranno compensati fino alla concorrenza dell'intero ammontare. Sempre all'articolo 42 si autorizzano 400 mila euro per la banca dati per le Disposizioni anticipate di trattamento istituita al Ministero della salute. Più indietro, all'articolo 32, sono infine previsti un Contributo straordinario di 30 milioni annui dal 2019 al 2028 al CNR e 1 milione in più per il triennio 2019-21 all'European brain research institute.

Mauro Miserendino
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community