Politica e Sanità

ago22017

Malattie reumatiche, un testo di riabilitazione fondato sull'approccio integrato

L'approccio integrato alle malattie reumatiche, per Tiziana Nava, esperta di riabilitazione reumatologica a livello nazionale e internazionale, rappresenta il pilastro portante per il miglioramento dello stato di salute della persona. Artrite reumatoide, osteoartrosi, osteoporosi, connettiviti, spondiloartriti: sono le principali malattie reumatiche, infiammatorie e degenerative che colpiscono la popolazione e sono trattate nel volume, pubblicato da Edra, "Riabilitazione delle patologie reumatiche. Approccio integrato". L'autrice è dottoressa in Fisioterapia, docente di Riabilitazione reumatologica presso l'Università di Milano e Bicocca, docente al Master di Riabilitazione reumatologica, Past Italian Liaison officer per Eular (European league against rheumatism) e socia fondatrice di varie associazioni tra cui il Gis (Gruppo interesse specialistico) di Riabilitazione reumatologica dell'Aifi (Associazione italiana fisioterapisti), l'Amurr (Associazione multidisciplinare riabilitazione reumatologica), la Sif (Società italiana di fisioterapia), e l'Aiorp (Associazione italiana operatori reumatologici professionali).

Il volume, strutturato con la magistrale attenzione di chi conosce ogni dettaglio della pratica riabilitativa e ne ha esperienza d'insegnamento, affronta da subito l'obiettivo finale del professionista: permettere alla persona una presa in carico della propria patologia e del proprio stato di salute nel quadro complesso degli aspetti bio-psico-sociali e relazionali che compongono e caratterizzano la sua esperienza. Nava ricorda, infatti, che «una persona è costituita da un corpo (bio), da un aspetto psicologico (psico), mentre l'aspetto sociale è costituito da un background complessivo determinato per esempio dal titolo di studio, dal livello culturale, dall'ambito sociale/etnico, dal dato economico, dal luogo dove vive e lavora, dallo stile di vita, oltre al fatto di avere avuto una diagnosi precoce, condotto una pregressa riabilitazione o di avere comorbilità: in tal senso il sociale è la risultante di tutti questi dati che sono definiti contestuali. Ciò comporta che il fisioterapista vada oltre a una valutazione e trattamento della persona considerando solo il distretto interessato, come 'pezzo anatomico'. In quanto a parità di patologia, ogni persona è unica con caratteristiche che gli sono proprie, con diverse percezioni del dolore e differenti vissuti rispetto al dolore». L'autrice, che ha partecipato alla più recente stesura delle raccomandazioni sul trattamento non farmacologico dell'artrosi d'anca e ginocchio divulgate da Eular, sottolinea l'importanza di una pratica professionale di alta qualità disegnata su misura ("tailored") sui bisogni della persona. Informare, educare e supportare nell'adozione di abitudini critiche per il benessere della persona e dei suoi familiari significa, per il fisioterapista, l'impostazione di un programma riabilitativo basato su un approccio cognitivo comportamentale. Nava, in linea con le numerose pubblicazioni che trattano l'argomento, sottolinea l'importanza della consapevolezza del proprio stato di salute da parte della persona, che garantisce così un comportamento più attivo rispetto alla propria patologia. «In questo senso» afferma l'autrice «non si tratta solo di eliminare il dolore e di consentire alla persona di compiere qualsiasi gesto, ma è necessario considerare aspetti più complessi, che coinvolgono la sfera affettivo-relazionale, la stima e il rispetto di sé, la dignità della persona rispetto all'ambiente esterno».

Il volume, composto da 11 capitoli suddivisi in 4 parti, si addentra nella parte più squisitamente tecnica e pratica, riservata al professionista del settore, affrontando per ognuna delle patologie la valutazione degli arti e delle articolazioni interessate, i segni e i sintomi intra ed extrarticolari, gli obiettivi, il trattamento di fisioterapia e riabilitazione, la valutazione della performance e degli outcome, l'educazione alla persona, con ampi richiami di epidemiologia, fisiologia, eziopatogenesi. Di rilievo, particolarmente in merito alla stretta correlazione con l'ambiente lavorativo familiare e hobbistico, l'ultima sezione dedicata alla terapia occupazionale. Nel complesso, emerge l'importanza dei diversi ruoli professionali in un'ottica multidisciplinare: il medico e il fisioterapista. «La diagnosi è eseguita dal medico, mentre la scelta della strategia riabilitativa con un approccio multimodale è di competenza del fisioterapista in funzione del quadro clinico e del dolore, al fine di progredire nel programma terapeutico. Esso prevede differenti tecniche affiancanti le terapie manuali, quali metodiche di tipo globale, tecniche di rilassamento, massaggi terapeutici, riabilitazione in acqua, riabilitazione respiratoria e ginnastiche dolci» conclude Nava. Il volume, arricchito da elementi grafici e formativi mirati, è a oggi uno strumento quantitativamente comprensivo e qualitativamente specifico nel quadro delle linee guida più attuali e rappresenta una fonte informativa rilevante per i professionisti del settore.


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