Politica e Sanità

feb162021

Malattie respiratorie, Vaghi (Aipo) a Doctor33: servono investimenti per la gestione post-pandemica

La gestione delle malattie respiratorie 'post pandemia', a fronte di quanto accaduto durante questo anno, dovrà cambiare e necessita di maggiori investimenti sia a livello ospedaliero sia territoriale, ma anche di una visione più ampia, che si rivolga alla salute respiratoria in senso lato e contempli maggiore equilibrio tra uomo e ambiente. Lo spiega il dottor Adriano Vaghi, presidente dell'Aipo, Associazione italiana pneumologi ospedalieri, in una video intervista a Doctor33.

«La pandemia ha evidenziato delle criticità strutturali che si sono rese evidenti e che devono deve essere frutto di futuri investimenti - afferma Vaghi -. Le maggiori criticità rilevate sono state sul modello: riguardano quindi il territorio e la rete ospedaliera per pazienti critici, ma anche il collegamento tra questi due pilastri del Sistema sanitario nazionale. Per fare un esempio, circa il 70% dei pazienti che arriva in Pronto Soccorso, ha bassa criticità e non necessita di cure urgenti. Molti pazienti potrebbero trovare riscontro negli ambulatori sul territorio e nell'home care. L'epidemia del Covid ha ulteriormente complicato la situazione: molti pazienti Covid positivi al tampone ma pauci-sintomatici, in questi mesi si sono recati direttamente in pronto soccorso per avere indicazioni e cure, complicando la gestione già caotica dei Pronto soccorso». «Negli ospedali - aggiunge Vaghi - durante il Covid la maggior parte delle pneumologie, l'80-90% nel Nord Italia, si sono trasformate in reparti di subintensiva respiratoria. Inoltre, secondo l'indicazione del Ministero, hanno aumentato del 100% i posti letto. Questo è stato possibile grazie alla flessibilità delle strutture pneumologiche ed è stata possibile grazie al background e all'esperienza nel trattamento nel paziente: ha rappresentato uno strumento di resilienza nei confronti della pandemia. Allo stesso tempo ha evidenziato le criticità, soprattutto di disponibilità di posti letto e di subintensiva respiratoria nel quadro dell'attuale sanità. Questo è accaduto anche in relazione ai tagli avvenuti negli ultimi anni».
Si rende dunque necessario, secondo il Presidente Aipo, puntare ai servizi di prossimità. «Nella sanità post Covid il paziente dovrà essere sempre più al centro delle cure, in un contesto di prossimità. Si dovrà fare in modo che le offerte di salute siano commisurate al paziente. In primis con specialisti organizzati in poliambulatori multidisciplinari, medici di Medicina generale e Infermieri di territorio; prossimità significa soprattutto vicinanza morale, prendersi cura del paziente e occuparsi dell'enpowerment dello stesso, della sua crescita culturale e della sua capacità di autogestione. Le risorse del territorio vanno valorizzate per raggiungere questa continuità assistenziale». Alcuni esempi positivi nell'ambito della gestione delle cronicità in pneumologia sono già presenti e altri potrebbero attivarsi in tempi brevi: «Stiamo avviando numerosi programmi di telemedicina che usano il monitoraggio remoto implementato con un sistema di intelligenza artificiale per intercettare i fenomeni di riacutizzazione - approfondisce Vaghi -. Questo ci può far seguire anche centinaia di pazienti e poi mandare degli alert ad alcuni dei pazienti. È uno strumento innovativo rispetto al passato; sono attivi dei programmi di home-care per i pazienti con insufficienza respiratoria e dei programmi di riabilitazione domiciliare».

La parola chiave sarà, in ogni caso, rinnovamento: le nuove sfide cliniche nella pneumologia saranno anche al centro del prossimo congresso Aipo: «La Sanità post Covid dovrà rinnovarsi - conclude l'esperto - ; a seguito di una attenta analisi, la pneumologia dovrà svilupparsi su due direttrici: da una parte la gestione diagnostico -terapeutica dei pazienti respiratori critici, dall'altra le sinergie con il territorio per creare una sanità di prossimità, come componenti di un sistema più complesso. Entrambi gli aspetti hanno bisogno di organizzazione e innovazione. Inoltre, la pneumologia dovrà farsi carico della popolazione residua di polmoniti da Covid. Tra le nuove sfide che ci aspettano c'è anche quella rivolta alla salute respiratoria in senso lato, che mira a poter garantire un miglior equilibrio tra individuo e ambiente, in cui la salute del polmone è uno dei più importanti indicatori».
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