Politica e Sanità

nov172022

Long Covid, chi corre più rischi? Il punto dagli ultimi studi

Il Long Covid non fa distinzioni d'età, colpisce indistintamente tutti. I bambini e gli adolescenti corrono lo stesso rischio degli adulti di trascinarsi i sintomi dell'infezione per 90 giorni o più. Secondo uno studio tedesco pubblicato su Plos Medicine la percentuale di bambini o di adulti con la sindrome post Covid è la stessa. Indipendentemente dal dato anagrafico, un terzo di chi contrae l'infezione da Sars-Cov-2 va incontro al long Covid. Restano valide invece le differenze dell'impatto della malattia nelle due fasce di età: i bambini hanno manifestazioni molto meno gravi e un rischio di morte di gran lunga inferiore rispetto agli adulti e agli anziani. Il long Covid colpisce gli asmatici e gli allergici. «L'asma, soprattutto quando è tenuta sotto controllo con l'uso di farmaci appropriati, non è un fattore di predisposizione per la malattia Covid-19 grave (quella, per intenderci, che porta le persone in ospedale e le mette a rischio di vita). Tuttavia, alcuni studi hanno evidenziato come in soggetti asmatici le sequele del Covid-19 (comunemente dette long Covid) possono includere un'esacerbazione dei sintomi asmatici con un conseguente aumento nell'uso di farmaci, soprattutto inalatori, per tenere sotto controllo l'asma». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Mario Picozza, presidente FederAsma & Allergie.

Le reazioni allergiche al vaccino nei pazienti ad alto rischio (precedente reazione anafilattica a qualsiasi farmaco/vaccino; allergia a più farmaci; intolleranza ai farmaci contenenti polietilenglicole o polisorbato 80 e disturbi dei mastociti, tra cui orticaria e angioedema) «sebbene siano più molto più frequenti rispetto ai vaccinati Covid-19 nella popolazione generale, sono principalmente lievi e tardive, con maggiore probabilità di colpire le donne», spiega Picozza. Anche uno studio guidato dalla Northeastern University, pubblicato su JAMA Network Open, conferma che le donne possano essere più a rischio di Long Covid. Questa condizione, in ogni caso, è diminuita con le ultime varianti del virus e anche i vaccini mostrano un effetto protettivo. Lo studio include i dati del Covid States Project, un sondaggio online somministrato a più di 16.000 persone ogni sei settimane tra il 5 febbraio 2021 e il 6 luglio 2022. «È emerso - spiega Mauricio Santillana, uno degli autori della ricerca -che si ha quasi il doppio delle probabilità di ammalarsi di Covid solo per il fatto di essere di sesso femminile». Lo studio indica anche che ogni successiva variante di Covid-19 ha portato a meno casi di Long Covid, anche se i ricercatori sottolineano che non vi sono ancora dati sufficienti per confermare definitivamente se questo trend continuerà. Anche i vaccini contro Covid-19 hanno contribuito a mitigare il rischio: coloro che avevano ricevuto le prime due dosi risultavano avere una riduzione del rischio del 30% e i dati dello studio non includevano ancora le dosi di richiamo.

Per migliorare i sintomi del Long Covid, è stata dimostrata efficace la terapia a base di L-Arginina e Vitamina C liposomiale. Lo dimostra lo studio Lincoln ('L-Arginine and Vitamin C Improve Symptoms of Long-Covid: the Lincoln survey') presentato in forma di poster al congresso dell'Associazione americana di cardiologia, American Heart Association (AHA), svoltosi a Chicago dal 5 al 7 novembre e pubblicato sulla rivista scientifica Circulation. È ormai confermato, rilevano i ricercatori, che la disfunzione endoteliale e lo stress ossidativo svolgono ruoli cruciali nella fisiopatologia del Covid-19 e del long-Covid. Lo studio, condotto su 1.390 pazienti, ha dimostrato che dopo un trattamento di trenta giorni con L-arginina e vitamina C liposomiale c'è un miglioramento significativo della sintomatologia dell'astenia e del senso di affanno, così come la percezione soggettiva della tolleranza allo sforzo. La AHA, fondata nel 1915 a Dallas, pubblica le Linee guida per la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e il trattamento delle emergenze cardiovascolari (ECC), base dei protocolli salvavita utilizzati dagli operatori sanitari, dalle aziende e dagli ospedali degli Stati Uniti e di tutto il mondo.
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