Politica e Sanità

apr122017

Liste d'attesa Lazio. Bartoletti (Fimmg): non più canale unico di accesso al Ssn

«Si è data enfasi, sulla stampa in particolare, ad aspetti del decreto che non sono le vere novità e quindi poco rispecchiano la sostanza del testo. Come la fase di smaltimento delle code, doverosa nei confronti dei pazienti, che in verità ricalca gli schemi classici; o la questione dell'intramoenia e degli ambulatori aperti nel week end. La vera e importante novità sta nel fatto che per la prima volta si cercano di attuare modelli di presa in carico con responsabilità definite». A parlare è il vicesegretario nazionale di Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale), Pierluigi Bartoletti, in merito alla presentazione fatta da Nicola Zingaretti e Beatrice Lorenzin del nuovo "Piano regionale per il governo delle liste d'attesa 2016-2018", approvato con Decreto del Commissario ad acta e frutto di un accordo con le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) e le organizzazioni della Medicina Generale (Smi, Snami, Intesa Sindacale).

Cambia, in sostanza, in maniera radicale il canale di accesso al sistema sanitario, che non sarà più unico. Da una parte ci saranno le prime visite e le prime prestazioni diagnostiche e terapeutiche, con il primo contatto con il paziente che pone la questione al medico di base; poi ci sarà la fase in cui il paziente viene preso in carico dal medico e seguito nel suo percorso di diagnosi e cura, con le prenotazioni delle prestazioni di controllo effettuate direttamente dal medico specialista o dalla struttura. Questo permetterà di favorire le prestazioni urgenti, facendo sì che abbia termine il tour del paziente alla ricerca della analisi. «D'ora in poi nel Lazio, ogni cittadino che si rechi in una struttura pubblica - aggiunge Bartoletti - deve uscire con una prenotazione e non più con una prescrizione, così come quando va dal medico di base se si tratta di una ecografia che rientra nella rosa delle 8 definite dal decreto e che devono essere prenotate entro 10 giorni. A condizione che siano quelle che il medico di medicina generale ritiene di dover fare. Avremo dei tempi di latenza prima che tutto vada a regime, ma le cose possono cambiare se si attua quello che è scritto nel Piano».

Il nuovo Piano prevede anche una riformulazione delle Asl al loro interno: ogni Asl dovrà programmare la propria rete di offerta per le diverse tipologie di prestazioni, valutando la quota di attività che è in grado di produrre attraverso le proprie risorse e quella che può essere acquistata dalle aziende ospedaliere e dalle strutture private accreditate. Le aziende sanitarie dovranno infine prevedere il recupero dell'efficienza attraverso l'ottimizzazione dei turni del personale e dell'uso dei macchinari. Un Piano salutato con favore dal Ministro Lorenzin. «Si presenta come molto efficace, perché mette insieme tutte le buone pratiche realizzate in Emilia Romagna per risolvere le liste d'attesa, e molto coraggioso, perché le 12 settimane che si è dato per esaurire le code sono un ottimo tempo anche per smaltire gli accessi ai Pronto soccorso. Il fatto poi che il Lazio stia uscendo dal commissariamento mi riempie di gioia», ha annunciato il ministro Lorenzin.


Rossella Gemma
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