Politica e Sanità

apr102017

Liste d'attesa, Bartoletti (Fimmg Lazio): presa in carico del paziente unica via per abbatterle

Superare la logica della prescrizione sic et simpiliciter ed entrare in quella della presa in carico, dando vista ad un sistema che consenta al malato di fare il malato e alle istituzioni di responsabilizzarsi. E' questa la 'ricetta' spiegata da Pierluigi Bartoletti, vicesegretario nazionale di Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale), durante i lavori del Congresso del Lazio e ribadita nell'intervista con DoctorNews33. «Per abbattere le liste d'attesa che in questa Regione sono abbastanza lunghe - precisa Bartoletti - bisogna che gli step fondamentali e cioè, quello della prima visita del medico di base fino ad arrivare all'eventuale necessità del ricovero e del successivo follow up, non siano un rimpallo di prenotazioni (che per noi non devono superare i 10 giorni), ma di procedimenti chiari che vengono gestiti da chi ha in carico il paziente senza che quest'ultimo sia artefice di prenotazioni elefantiache e attese estenuanti».

Secondo Bartoletti, le liste di attesa sono una malattia che si porta dietro complicazioni come l'uso distorto dell'intramoenia in ospedale, il trionfo del privato low cost, l'abbandono progressivo del servizio pubblico da parte delle fasce in età lavorativa ed ora anche dei malati cronici e degli anziani. Costretti a pagare per controllarsi. Ma è anche sui nuovi Lea che Pierluigi Bartoletti, esprime qualche disappunto. «Nessuno nega la necessità di trovare una strada per risparmiare - continua - e la capacità dei nuovi Lea di introdurre per la prima volta, nelle cure del Ssn, alcune malattie croniche e rare che prima non erano contemplate, ma allo stesso tempo si è reso necessario anche restringere la cinghia su altri ambiti. Ma quello che è mancato più di tutto è la semplicità del provvedimento». Secondo Bartoletti, insomma, i provvedimenti restrittivi dell'attività medica determinano effetti sia sul medico che spesso potrebbe non bene interpretare la norma, ma soprattutto sui pazienti che usufruiscono per necessità dell'assistenza pubblica, che dovranno muoversi in un percorso tortuoso e a ostacoli. «Chi può utilizzare servizi privati, invece, non vivrà cambiamenti nella sua esperienza in termini assistenziali», conclude.


Rossella Gemma
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community